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António Barahona

António Barahona

n. 1939 PT PT

n. 1939, Lisboa

Biografia
Poeta e traduttore. Proveniente dai circoli surrealisti del Café Gelo, ha pubblicato le prime raccolte nel 1957 e nel 1958, ma ha escluso quei titoli dalla sua bibliografia. È a partire da Insónias e Estátuas (1961) che il suo nome comincia ad attrarre l'attenzione della critica. Ha poi collaborato ai quaderni inaugurali di Poesia Experimental, partecipando nel 1965 a Visopoemas, presso la Galleria Divulgação di Lisbona. Più tardi, in un registro completamente diverso, pubblicherà egloghe in fogli volanti, sotto lo pseudonimo di Pastor Lócio. Questa flessione, si direbbe religiosa, forse frutto della sua conversione all'islamismo, si verifica a partire dagli anni Settanta. La «scoperta» dell'Islam è avvenuta durante un lungo soggiorno (1973-74) trascorso in Mozambico, in compagnia dell'attrice Eunice Muñoz, allora sua moglie. Da allora, António Barahona – che aveva firmato i primi libri come António Barahona da Fonseca – adotta alternativamente il nome di Muhammad Rashid. Del resto, «Já não me importa saber/ se sou António ou Muhammad:/ assino conforme o soro» («Ormai non mi importa sapere / se sono António o Muhammad: / firmo secondo il siero»). E non sorprende il fatto che, in occasione della pubblicazione dei Versetti satanici, abbia sostenuto pubblicamente la fatwa di Khomeini contro Salman Rushdie. La sua opera, caratterizzata da un discorso di grande plasticità verbale (qualunque sia l'angolo di osservazione: onirico, erotico o mistico), pur debitrice di una certa ortodossia formale e ideologica, non è facilmente inquadrabile nei canoni della sua generazione. Questo scarto si accentua con la pubblicazione dei due volumi di Aos Pés do Mestre (il Libro Primo nel 1974 e il Libro Secondo nel 1975). Fu Maria Estela Guedes a far notare acutamente che «il Poema inizia a funzionare come testo sacro, qualcosa come il manuale indiano dell'apprendista dell'amore». È anche autore di un'ambiziosa versione portoghese della Bhagavad-Guitá / Poema do Senhor (1996). Ma ha tradotto innumerevoli altre opere, in particolare per il teatro, in una fase in cui ha collaborato attivamente con il Teatro Experimental de Cascais (Phèdre di Racine ne è un buon esempio). Testi saggistici, quasi sempre di natura teologica, si trovano sparsi in varie pubblicazioni.

Poesie

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