Augusto de Lacerda
1864–1926
· visse 62 anni
PT
n. 1864-01-01, Porto Alegre/Brasil · m. 1926-01-01, Lisboa
Biografia
Drammaturgo, poeta, romanziere, teorico del teatro e giornalista, figlio degli attori Carolina Falco e César de Lacerda (che fu anche uno degli autori più rappresentativi della seconda fase della drammaturgia romantica tra di noi), regista e professore del Conservatorio, iniziò la sua carriera letteraria con il giornalismo e fece il suo esordio teatrale nel 1884 con l'atto in versi A Flor des Trigais, a cui seguirono vari drammi e commedie di stampo romantico. Contemporaneamente pubblicò romanzi (O Padre, 1886; O Juízo Final, 1896; O Rabi de Galileia e Aurora, 1904) e racconti (As Filhas de Eva, 1882; A Pança, 1883), che si avvicinarono progressivamente all'estetica naturalista, rispettata nella sua produzione drammatica successiva, in cui si distinguono Terra Mater (1904), A Dúvida (1906), A Lei do Divórcio (1910), Telhados de Vidro (1914), Mártires do Ideal (1915) e Os Novos Apóstolos (1917). Tagliata secondo lo stampo francese degli inizi del secolo, la sua opera ha come referenti immediati i drammi di situazione alla maniera di Bataille e i drammi di idee di François De Curel. La sua ultima opera, una tragicommedia storica dalla trama ben architettata, O Pasteleiro do Madrigal, andò in scena nel 1924, anno in cui pubblicò un volume teorico, O Teatro Futuro, «visione di una nuova drammaturgia», in cui difende, senza staccarsi interamente da certi pregiudizi positivisti mescolati a vaghi concetti metafisici, un teatro totale che comprende «l'arte dell'autore, dell'attore e dello scenografo, in tutta la sua complessità».
Poesie
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