Biografia
Poeta. Di nome completo Joaquim Monteiro Cordeiro de Brito Faria. Iniziò la sua carriera letteraria all'età di diciassette anni su O Comércio do Porto (edizione pomeridiana), con poemi in prosa che furono subito elogiati da critici come Leonardo Coimbra e Sant'Anna Dionísio. In seguito pubblicò poesia su O Primeiro de Janeiro e su Presença. «Del resto, – scrive Eugénio Lisboa a proposito di Cordeiro de Brito – tutta la sua poesia respira un po' l'atmosfera e alcune delle preoccupazioni tematiche più costanti nel movimento il cui principale rappresentante fu José Régio». Alla fine degli anni Trenta fu esiliato per motivi politici in Mozambico, dove lavorò come geometra, facendo ritorno a Porto nel 1965. Nel 1966 si recò a Londra per essere operato al cuore e lì morì. Durante il suo soggiorno in Mozambico pubblicò poesie sui giornali Lourenço Marques Guardian, O Brado Africano, Itinerario, Notícias, A Voz de Moçambique e Diário, sulle riviste Miragem e Capricórnio e sul foglio di poesia Msaho, tutti di Lourenço Marques (oggi Maputo). È incluso nell'antologia Poetas de Moçambique, curata da Luís Polanah ed edita dalla Casa dos Estudantes do Império (Lisbona, 1960). Va inoltre registrato che Cordeiro de Brito fu il primo traduttore di Cechov in Portogallo, avendo tradotto Il duello, La steppa, Racconto di uno sconosciuto e La camera n. 6, pubblicati a Porto a partire dal 1938. Non è edito in volume, ma era suo progetto la pubblicazione di una raccolta di poesie intitolata Desvio, a cui ne sarebbe seguita un'altra a cui attribuiva grande importanza e che intitolava Sonetos Emotivados. Due progetti che la morte ha frustrato.
Poesie
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