Diogo de Sá
n. 1958
n. 1958-01-01, Lisboa
Biografia
Umanista, giurista, teologo, matematico e militare. Diogo de Sá Soutomaior era figlio di Fernão de Sá Soutomaior e cugino del poeta Sá de Miranda e del governatore generale del Brasile, Mem de Sá. Nobile guerriero al servizio di Giovanni III, partì per l'India in una data non ancora determinata. La sua presenza in Oriente, dove partecipò a diverse imprese militari e missioni diplomatiche, è stata segnalata, in un recente studio di Ana Cristina da Costa Gomes, tra il 1525 e il 1546. Fece presumibilmente ritorno nel Regno nel 1533, essendo menzionato come «maestro» di matematica negli Studi di Coimbra nel 1538. Si imbarcò nuovamente per l'India nel 1541. Tornato nel Regno, partì per Parigi, dove frequentò almeno l'ambiente universitario e pubblicò i suoi primi due trattati (De Navigatione, 1549 e De Progenitura, 1551). Nuovamente a Lisbona, gli fu attribuita una lettera d'arma da Sebastiano I nel 1561 e, tra il 1557 e il 1562, scrisse il «Tratado dos Estados Eclesiásticos e Seculares» e «Inquisição e Segredos da Fé», che non ottennero la licenza di stampa; il primo figura nell'Index Expurgatorius del 1581. Fino alla metà del XX secolo, i riferimenti a Diogo de Sá venivano fatti esclusivamente a proposito di Pedro Nunes, e ciò fu dovuto alla sua opposizione a due trattati del famoso matematico («Tratado de Certas Dúvidas da Navegação» e «Tratado em Defensão da Carta de Marear», pubblicati insieme al Tratado da Esfera nel 1537) riguardo alle linee di rotta o curve lossodromiche, sostenendo che la matematica non potesse spiegare fatti ad essa sconosciuti. Formato all'aristotelismo scolastico, secondo Luís de Albuquerque Diogo de Sá «era assolutamente incapace di comprendere l'astrazione matematica». A questa confutazione Pedro Nunes rispose con il manoscritto «Defensão do tratado de rumação do globo para a arte de navegar» (inedito fino al 1952). Uomo del suo tempo, «esempio vivo del topos delle "armi e delle lettere"», la sua opera sfaccettata riflette le contraddizioni ideologiche della società portoghese del Cinquecento.
Poesie
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