Biografia
Poeta e traduttore. Diceva di essere del Cairo, ma nacque a Viseu e si trasferì in Mozambico a soli tre anni. Lì compì gli studi liceali. Nel 1945 fu «scoperto» da Augusto dos Santos Abranches, esordendo con due poesie nell'ultimo numero del pionieristico supplemento letterario «Sulco» (4 marzo 1945), che Abranches curava sul quotidiano Notícias della capitale mozambicana. L'amicizia tra i due poeti, nonostante la grande differenza d'età, permise a Fonseca Amaral un contatto costante e importante con le novità letterarie che si verificavano in Portogallo e in Brasile e, proprio per questo, di essere una sorta di fermento tra i giovani della sua generazione. Rui Knopfli lo definisce «il mio maestro Fonseca Amaral». Nel novembre del 1948, compare tra i membri del comitato organizzatore di un «Programma di Cultura, Ricreazione e Sport della Gioventù Mozambicana» che portò a un Comunicato Ufficiale della Mocidade Portuguesa, allora detentrice dell'esclusiva per tali scopi, e alle conseguenti indagini di polizia consuete all'epoca. Nel dicembre dello stesso anno, con Rui Guerra, João de Sousa e Guilherme de Melo, redige la pagina «Início» – lui con le poesie, è ovvio –, allora creata sul quotidiano Lourenço Marques Guardian. Sempre per mano di Abranches, collabora a Itinerario (1949-1954). In quest'ultimo anno fa ritorno in Portogallo, dove inizia a vivere della sua attività di traduttore. Nel 1951, alcune sue poesie vengono pubblicate in un estratto della rivista Mensagem, della Casa dos Estudantes do Império, curato da Orlando de Albuquerque e Victor Evaristo. È presente anche nelle due antologie Poetas Moçambicanos, pubblicate dalla stessa Casa nel 1960 e nel 1962. Collabora inoltre a A Voz de Moçambique (1960-1973), di cui è giunto a essere redattore-corrispondente in Portogallo, e a O Brado Africano (1966-1967), entrambi di Lourenço Marques. Nel 1971, nella stessa città, Rui Knopfli raccolse e pubblicò nel n. 2 dei Cadernos Caliban dodici poesie di Fonseca Amaral, l'ultima delle quali s'intitolava significativamente «Exílio», preceduta da una giusta introduzione di Rui. Infatti, a parte le collaborazioni per A Voz de Moçambique come corrispondente, tutto ciò che è stato pubblicato di lui lo è stato per iniziativa degli amici, mai del poeta. Al momento dell'indipendenza del Mozambico, Fonseca Amaral fece ritorno con entusiasmo in quella che considerava la sua patria e che, come fece con altri, lo respinse. Tornato in Portogallo, qui continuò il suo duplice esilio, in fondo «nativo del Cairo», come diceva in modo premonitore. Ha lasciato un'opera senza libro che, dopo diversi anni di tentativi di pubblicazione da parte della Imprensa Nacional / Casa da Moeda, è stata finalmente edita (1999), con la prefazione di Eugénio Lisboa e il titolo Poemas.
Poesie
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