Biografia
Narratore, poeta e cronista, di umile famiglia, Manuel de Jesus Pinto lascia le «rocce dell'Alto Douro» a 14 anni per andare a lavorare come garzone di bottega a Espinho. Lì soffre, spaesato e senza futuro, il che lo spinge a imbarcarsi per l'Angola nel 1924, stabilendosi poi a Sá da Bandeira. Considerandosi un fattore e un colonizzatore, diventa uno degli araldi «di quell'odissea portoghese che fu un'epopea drammatica e santa» e dell'orientamento politico vigente. Tuttavia, fu durante la seconda guerra mondiale che l'autore scelse lo pseudonimo che lo rese più noto, João da Chela, la serra che sovrasta il capoluogo della Huíla, inaugurando la terza fase della sua vita e la lunga serie delle «Crónicas da Huíla», che pubblicherà soprattutto sul Jornal de Benguela. L'arte dell'autore si fonda sulla descrizione del paesaggio naturale e della sua componente umana e sociale, risultando quest'ultima piuttosto piatta o stereotipata; ricorda José Loureiro Botas per la capacità fotografica di evocare le consuetudini e il linguaggio popolare del suo Alto Douro, che traspone in Caminho Eterno.
Poesie
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