Luís de Ataíde Corte-Real da Silveira Estrela
1843–1910
· visse 67 anni
PT
n. 1843, Ponta Delgada · m. 1910, Ribeira Grande
Biografia
Poeta azzorriano, membro dell'aristocrazia terriera di São Miguel. Il cognome Estrela apparteneva alla stirpe materna, nella quale fin dal XVII secolo si riscontrava l'amministrazione di vari maggioraschi e vincoli. Fu uno dei maggiori produttori di tè del suo tempo e si dedicò anche alla bachicoltura. Svolse inoltre alcuni incarichi elettivi, tra cui quello di procuratore per il comune di Ribeira Grande presso la prima Junta Geral del Distretto Autonomo di Ponta Delgada (1896), presieduta da Ernesto do Canto e con vicepresidente Aristides da Mota, uno dei paladini più in vista della causa autonomista delle Azzorre. Conterraneo e all'incirca coetaneo di Antero de Quental e di Teófilo Braga, non seguì tuttavia le idee e le estetiche di cui entrambi furono gli araldi in Portogallo, mantenendosi, come poeta, fedele alla tradizione romantica e tributando persino omaggio a Castilho in occasione della sua morte (1875). Condivise tuttavia il progetto di un'«epopea dell'Umanità» che, secondo Eça de Queirós, fu comune alla gioventù letteraria del tempo e alla quale Teófilo Braga sottopose tutta la sua laboriosa produzione poetica. In questo genere pubblicò poco prima di morire il suo unico libro, un vasto poema di quasi 900 strofe intitolato A Luz e a Sombra, Ponta Delgada, 1909. Collaborò scarsamente alla stampa locale (cfr., ad esempio, la poesia «O progresso», in A Persuasão di F. M. Supico, 1893) e lasciò inedito un insieme di liriche e romanzi in versi che si conservano in possesso degli eredi. Come opera a sé stante, oltre al poema già citato, stampò unicamente una poesia intitolata A Camões, nel trecentesimo anniversario della morte del poeta, firmata «Luís d' A.», Ponta Delgada, 1880.
Poesie
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