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Luís Maria de Carvalho Saavedra Donas Boto

Luís Maria de Carvalho Saavedra Donas Boto

n. Séc. XIX, Pesqueira · m. 1890, Estremoz

Biografia
Camilo C. Branco, che lo conobbe a Coimbra nel 1846 come «studente dell'ultimo anno e quasi vecchio», gli dedica un capitolo del Cancioneiro Alegre de Poetas Portugueses e Brasileiros, vol. II – grazie al quale sappiamo che nel 1828 fu liberale ed emigrò e che, tornato dalla Francia dopo essersi addottorato «in non so che cosa», concluse il baccellierato in Medicina a Coimbra, terminato il quale si ritirò nella sua tenuta a Ervedosa do Douro. Sempre tramite Camilo sappiamo che pubblicò a Porto nel 1862 un lungo Poema Socialista e Outras Peças de Poesia, che avrebbe provocato in città «una confederazione di odi generali». Tale accoglienza negativa riservata all'opera fu dovuta, secondo Camilo, a un equivoco generato dalla parola Socialista, che all'epoca e a Porto era associata alla peggiore accezione possibile. L'opera di Donas Boto «[...] non attaccava la regina, né la Rua das Flores, né i Cabrais. Raccontava la vita del proprio cuore e si faceva chiamare Lísias nell'epopea». Le qualità che distinguono il poema – l'ironia che rasenta il sarcasmo e la sfaccettatura satanica – lo collocano, sempre secondo Camilo, tra i precursori di Baudelaire e, d'altra parte, come uno dei primi apostoli della scuola realista. Sotto il profilo formale, va inoltre segnalata la grande ricchezza lessicale e la «rettitudine di giudizio, geometrica e implacabile», con cui classificava la società, gli usi e costumi, le strutture vigenti e le gerarchie.

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