Manuel de Oliveira Guerra
1905–1964
· visse 59 anni
PT
n. 1905, Oliveira de Azeméis · m. 1964, Porto
Biografia
Poeta e novelliere. Militante per le relazioni culturali luso-galiziane. Figlio di un operaio vetraio di Marinha Grande divenuto imprenditore nel suo settore a Oliveira de Azeméis, Oliveira Guerra era destinato a proseguire l'attività del padre, quando, all'età di 11 anni, dovette essere ricoverato nel Sanatório Marítimo do Norte a Francelos, a causa di una grave malattia ossea. Vi rimase undici anni, durante i quali compì alcuni studi liceali grazie a un'insegnante che si recava appositamente sul posto, pubblicò le sue prime poesie sul giornale O Correio d'Azeméis (1922) e creò un piccolo giornale del sanatorio, O Girassol, di cui fu direttore tra il 1924 e il 1928 e, molto più tardi, in una specie di pellegrinaggio nostalgico, tra il 1955 e il 1956. Fu anche in quel periodo di internamento che, giungendo regolarmente al sanatorio giornali dalla Galizia, si appassionò ai problemi della cultura luso-galiziana, in particolare alle relazioni tra Portogallo e Galizia. Uscito dal sanatorio nel 1928, tornò alla fabbrica del padre, senza tuttavia smettere di scrivere, soprattutto poesia. Nel 1932, su suggerimento di un amico, scrisse in poco più di un mese la raccolta di poesie Padre... Nosso, che Silva Pinto pubblicò con la prefazione di Ramada Curto e che andò esaurita in due settimane. Problemi di natura religiosa, politica e soprattutto familiare sorti allora impedirono la seconda edizione che Silva Pinto pretendeva, così come esigeva la pubblicazione del suo secondo libro di poesie già pronto, Ave Maria, e del libro di racconti in preparazione, Os Trinta Dinheiros. Passati alcuni anni e dopo aver messo su famiglia, Oliveira Guerra viaggiò da solo in Brasile, facendo ritorno nel 1939 in tempo per constatare che tutto ciò che aveva lasciato si era sgretolato. Nel 1941 fu quindi costretto a stabilirsi come commerciante a Porto, attività che mantenne senza alcuna vocazione e per mere ragioni di sussistenza fino alla morte. Nel frattempo, nel 1960, torna alle sue due passioni: la letteratura e la Galizia. Ristampa il suo primo libro e avvia la pubblicazione degli inediti, creando al contempo la rivista di raccostamento luso-galiziano Céltica, di cui furono pubblicati quattro tomi, i cui collaboratori erano intellettuali del Nord del Portogallo e della Galizia, dove l'iniziativa fu accolta con entusiasmo. Nel 1961 tentò la creazione del Círculo de Estudos Galaico-Portugueses, inizialmente sostenuto da intellettuali e artisti della Galizia e dall'Associação de Jornalistas e Homens de Letras do Porto. L'iniziativa, sebbene sia fallita per ovvie ragioni politiche, fu pionieristica e creò molteplici opportunità di discussione sul problema delle relazioni culturali tra i due paesi. Paesi in cui attualmente si torna a mostrare interesse per l'opera di Oliveira Guerra, la cui prosa «sorprende per la semplicità dei dialoghi, per la naturalezza con cui scorre la narrazione», «quella stessa semplicità [che], d'altronde, popola la sua poesia» (Salvato Trigo), così come si rivisitano i suoi «cammini di un dialogo luso-galiziano, parte integrante del dialogo iberico che Torga, anche lui presente nella scrittura dell'autore di Padre... Nosso, ci consiglia di percorrere» (Idem). Oliveira Guerra ha lasciato un prezioso patrimonio di inediti che non ha fatto in tempo a pubblicare come era sua intenzione, una parte del quale, tuttavia, deve essere andata perduta.
Poesie
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