Manuel Isaías Abúndio da Silva
1874–1914
· visse 40 anni
PT
n. 1874, Viana do Castelo · m. 1914, Viana do Castelo
Biografia
Avvocato, docente, scrittore e giornalista. Dopo aver frequentato il liceo di Viana do Castelo, si è iscritto all'Università di Coimbra, dove si è laureato dapprima in teologia, per assecondare il desiderio dei suoi antenati che intraprendesse la vita ecclesiastica; la cosa non lo attrasse e lo spinse in seguito a laurearsi in giurisprudenza. Proveniente da una famiglia modesta, la sua permanenza a Coimbra fu possibile solo grazie al sussidio concesso dalla Duchessa di Cadaval, all'aiuto dei suoi zii, Carlota e Sebastião, e al lavoro svolto come compilatore delle dispense (sebentas) del corso in cui era iscritto. L'ambiente familiare in cui Abúndio da Silva è cresciuto, fondato sui principi della Chiesa e pervaso da una certa nostalgia per la vecchia monarchia legittimista, ha segnato profondamente la sua personalità e il suo pensiero. «Educato e cresciuto nella Religione Cattolica Apostolica Romana» – come egli stesso ricorda nel suo testamento (pubblicato dal giornale A Aurora do Lima subito dopo la sua morte, il 21 ottobre 1914, e contenente preziosi elementi autobiografici) – «essa è stata il più grande e entusiasta amore di tutta la mia vita e alla sua difesa ho dedicato il meglio dei miei sforzi e delle mie fatiche.» È durante gli anni universitari che pubblica la rivista legittimista A Bandeira Branca, da lui fondata e diretta quando era studente al quarto anno all'Università di Coimbra, stampata a Viana presso la tipografia «André J. Pereira & Filho, 40, Rua de D, Diniz», con il di lui zio Manuel Nicolau da Silva come editore responsabile. Di tale rivista furono pubblicati 23 numeri (dal 19 marzo 1893 al 4 febbraio 1894) e vi collaborarono, tra gli altri, Sebastião Pereira da Cunha, Santos Farinha, António Cabreira, Sena de Freitas, José Pereira da Costa, Mello Soares e Gaspar d'Abreu. È sempre in questo periodo della sua giovinezza che pubblica alcuni libri di poesia come Alma Pátria, dedicato al «re» D. Miguel II, Maria, poemeto cristão, e Cantos d'Alma, dedicato alla famiglia e agli amici. Abúndio da Silva si sposa nel settembre del 1896 con Lúcia de Sousa Pereira e muore senza lasciare discendenti a soli 40 anni d'età, vittima della tubercolosi, confessando nel testamento un certo sconforto e incomprensione: «Avendo occupato un certo rilievo nel movimento cattolico del mio paese, ho attraversato molti dispiaceri e ho dovuto sopportare molte ingiustizie, commesse principalmente da coloro che si professano miei fratelli nella fede, ma che sembrano anteporre altri interessi a quelli della Chiesa di Gesù». Per sua volontà testamentaria, il suo corpo fu sepolto avvolto nel saio francescano, in accordo con il suo ideale di vita semplice e umile che aveva sempre difeso. «O Capital e os Salários», la «História através da História», la «Teoria da População», l'«Evolução dos Contratos», la «Classificação dos Fenómenos e das Ciências Sociais» furono alcuni dei temi affrontati da Abúndio da Silva in interessanti studi e dissertazioni, che fanno di lui un insolito e «brillante operatore di lettere». Tra le sue varie collaborazioni giornalistiche spiccano i periodici A Palavra e Correio Nacional, nei quali condusse con notevole eloquenza campagne relative ai dissidi sorti nel nostro paese tra gesuiti e francescani. Negli ultimi anni di vita ha diretto a Porto il quotidiano Democracia do Norte, di breve durata.
Poesie
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