Biografia
Diplomatosi presso il Curso Superior de Letras, intraprese la carriera diplomatica. Soprattutto a partire dal 1906, trascorse poco tempo in Portogallo, nell'erranza delle missioni e degli incarichi diplomatici (Bruxelles, Tangeri, Pechino, Parigi, Roma), fino allo stanziamento a Bucarest (1919), dove continuò a vivere anche dopo il pensionamento. Non c'è da stupirsi se, malgrado l'affinità dei suoi libri con le tendenze del tempo, Brederode ci appaia solo sporadicamente nei periodici letterari e slegato dai gruppi dominanti. Nel 1894 pubblica, con lo pseudonimo di Marco Sponti, il romanzo A Morte do Amor, incentrato sulla figura 'fradiquiana' di Jorge Freire e sotto la netta influenza dello stile e del linguaggio di Eça. In alcuni passaggi di tale romanzo, i personaggi mostravano la massima stima per Verlaine e Mallarmé – ed è nella direzione di una poesia emblematicamente rappresentata da tali autori che Brederode vorrà incamminarsi. Nel 1896, già senza pseudonimo, pubblica il volume di versi Charneca: l'uno o l'altro accostamento all'arte verbale di Verlaine (che lì veniva tradotto) non redimeva dalla mediocrità un libro votato al pessimismo radicale e alle rappresentazioni allegoriche della depressione soggettiva. Curiosamente, essendo Heine l'altro poeta che Brederode ama tradurre, l'ironica strutturazione di alcuni componimenti si rivela la nota superiore di O Pó da Estrada (1898) – raccolta di poesie simile a Charneca, che forse accentua l'inquietudine metafisica di fronte al Tempo e annuncia la Notte-Iside della poesia orfica nel sonetto «Elogio da Noite». Solo nel 1905 uscirà il libro di poesie più interessante di Brederode, Sul, che muta l'orientamento della sua opera, in sintonia con l'evoluzione estetico-letteraria in Portogallo. Secondo Seabra Pereira, Sul si colloca sul piano transizionale di un nuovo impressionismo che tenta di fondere le eredità di Cesário Verde e di António Nobre: in una discorsività disinvolta, derivata da Cesário ma che assimila la magia evocativa di Só, il descrittivo viene strumentalizzato dalla deambulazione introspettiva e subisce, nei quadri di pittoresco lisboeta e meridionale, le ingiunzioni del decadentismo e del neoromantismo lusitanista.
Poesie
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