Gentile
Ettore Serra
poesia
è il mondo l’umanità
° la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento
Quando trovo
e
/
1° in questo mio silenzio
una parola
scavata è nella mia vita
come un abisso
Locvizza il 2 Ottobre 1916.
Volti al travaglio
come una qualsiasi
fibra creata
perché ci lamentiamo noi ?
Mariano il 14 Luglio 1916.
Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde
Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d’inesauribile segreto
Mariano il 29 giugno 1916.
Sono un poeta
un grido unanime
sono un grumo di sogni
Sono un frutto
d’innumerevoli contrasti d’innesti
ie
I
I
’
maturato in una serra
Ma il tuo popolo è portato
dalla stessa terra
che mi porta
Ttalia
E in questa uniforme
di tuo soldato
mi riposo
come fosse la culla
° di mio padre
Locvizza il «° Ottobre 1916.
Quel contadino
si affida alla medaglia -
di Sant’Antonio
e va leggero
Ma ben sola e ben nuda
senza miraggio
porto la mia anima
Mariano il 29 giugno 1916.
Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
° Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
10 nessuna croce manca
E il mio cuore
il paese più straziato
Valloncello dell’albero isolato il 27 Agosto 1916.
Come questa pietra
del S. Michele
così fredda
così dura
° così prosciugata
così refrattaria
così totalmente
disanimata
Come questa pietra
1° è il mio pianto
che non si vede
La morte
D
I
si sconta
vivendo
Valloncello di Cima 4 il 5 Agosto 1916.
Il carnato del cielo
sveglia oasi
al nomade d’amore
Versa il 21 Maggio 1916.
❦
Il porto sepolto · Giuseppe Ungaretti · 1916
Libri