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Il porto sepolto
Giuseppe Ungaretti
1916
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Il porto sepolto

1916

Commiato

Gentile
Ettore Serra
poesia
è il mondo l’umanità
° la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento

Quando trovo

e
/
1° in questo mio silenzio
una parola
scavata è nella mia vita
come un abisso

Locvizza il 2 Ottobre 1916.

Destino

Volti al travaglio
come una qualsiasi
fibra creata
perché ci lamentiamo noi ?

Mariano il 14 Luglio 1916.

Il porto sepolto

Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde

Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d’inesauribile segreto

Mariano il 29 giugno 1916.

Italia

Sono un poeta
un grido unanime
sono un grumo di sogni

Sono un frutto
d’innumerevoli contrasti d’innesti
ie

I

I

’

maturato in una serra

Ma il tuo popolo è portato
dalla stessa terra
che mi porta
Ttalia

E in questa uniforme
di tuo soldato

mi riposo
come fosse la culla
° di mio padre

Locvizza il «° Ottobre 1916.

Peso

Quel contadino
si affida alla medaglia -
di Sant’Antonio
e va leggero

Ma ben sola e ben nuda
senza miraggio
porto la mia anima

Mariano il 29 giugno 1916.

San martino del carso

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

° Di tanti

che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
10 nessuna croce manca

E il mio cuore
il paese più straziato

Valloncello dell’albero isolato il 27 Agosto 1916.

Sono una creatura

Come questa pietra
del S. Michele
così fredda
così dura
° così prosciugata

così refrattaria
così totalmente
disanimata
Come questa pietra
1° è il mio pianto

che non si vede

La morte
D

I
si sconta
vivendo

Valloncello di Cima 4 il 5 Agosto 1916.
❦ Il porto sepolto · Giuseppe Ungaretti · 1916
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