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Dietro il paesaggio
Andrea Zanzotto
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Dietro il paesaggio

Declivio su Lorna

Mese di pochi giorni,
o tu dalla docile polpa,
chiaro collo curioso
seno caldo che nutre,
dolce uva nella gola,
teneri uccelli che si districano
dai vischi della lontananza
e che indugiano audacemente
tra gli equilibri delle dita
a illustrare le loro piume
e le loro gioie minute,
uccelli disingannati,
maiuscoli pavoni delle siepi,
aiole come mazzi improvvisati,
laghi dallo stupore di goccia:
ogni albero ha dietro di sé
l’ombra sua bene abbigliata,
paradisi di crisantemi
si addensano in climi azzurri.
Ho raccolto la foglia di colore
e la ciliegia dimenticata
sul colle meno visibile;
infanzia raccolta acino ad acino,
infanzia sapido racimolo,
la formica ha consumato il gusto
mutato della ciliegia,
l’acqua movenza timida
inizia radici.

Tra le folle ricciute delle vendemmie
la frescura guasta ed apre
l’innocuo lume del sole
alle rapine svagate dei bimbi.

Quanto a lungo

Quanto a lungo tra il grano e tra il vento
di quelle soffitte
più alte, più estese che il cielo,
quanto a lungo vi ho lasciate
mie scritture, miei rischi appassiti.
Con l’angelo e con la chimera
con l’antico strumento
col diario e col dramma
che giocano le notti
a vicenda col sole
vi ho lasciate lassù perché salvaste
dalle ustioni della luce
il mio tetto incerto
i comignoli disorientati
le terrazze ove cammina impazzita la grandine:
voi, ombra unica nell’inverno,
ombra tra i dèmoni del ghiaccio.
Tarme e farfalle dannose
topi e talpe scendendo al letargo
vi appresero e vi affinarono,
su voi sagittario e capricorno
inclinarono le fredde lance
e l’acquario temperò nei suoi silenzi
nelle sue trasparenze
un anno stillante di sangue, una mia
perdita inesplicabile.

Già per voi con tinte sublimi
di fresche antenne e tetti
s’alzano intorno i giorni nuovi,
già alcuno s’alza e scuote
le muffe e le nevi dai mari;
e se a voi salgo per cornici e corde
verso il prisma che vi discerne
verso l’aurora che v’ospita,
il mio cuore trafitto dal futuro
non cura i lampi e le catene
che ancora premono ai confini.
❦ Dietro il paesaggio · Andrea Zanzotto
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