❦
Aeroplani
Paolo Buzzi
❧

Aeroplani

Dalle caserme

Se tutta la vita andasse a suono di tromba
noi crediamo che anche i sordi si strapperebbero i
Vogliono farci migliori e riusciranno timpani.
perché siamo quasi tutti buoni e amiamo il nostro Paese.

° Ma se si dovesse andar tutti i giorni in piazza,
tra le folle che urlano,
si finirebbe con l’odiare di più i borghesi.

Noi siamo forti e vogliamo provare la forza.
Poi, troppi han fame. Fra due anni avremo fame anche noi.

1° Bisogna fare dei buchi dentro la folla ora che siamo in tempo.

A meno di non marciare contro i Tedeschi...
Ma se perdiamo? Torna l’Italia al Papa...

Sera d’uragano

Il cielo è nero fumo che voltola, sfiocca, imperversa
come a un fiato d’incendio. Corron ruote di cenere
per l’infinito campo: gorghi d’ocra e di fuliggine
si riproducono e ripercotono.
Tutto fugge come a un fosco mare.
Le case impallidiscono di spasimi sulle montagne,
mostrano i mille occhi dalle palpebre chiuse.
I lampi sono rosei
come i filari efimeri delle gambe alle ballerine
in passo di finale.
Le folgori son come bisce verdi e violette.
Spesso han vene di sangue a capo, a coda. Sparve
la scena de’ monti lontani.
I monti attigui sono i lontani. S’opaca la distanza.
Eccoli dispariti.
Una dolomia, sola, il chiaro picco mantiene, alto,
in un canto della nerezza, teso.
Piovon tutte le acque,
a gocce, a schegge, a frecce, a micce ebbre di fuoco.
Gli uccelli fuggono gli occhi accesi dei gatti saliti sulle piante:
i gatti fuggono le spire di bragia delle folgori:
le foglie degli alberi tremano per l’Universo.
Io m’abbandono
a tutti i fiumi oscuri di me stesso che straripano.

Zingari

Forse è la vita vera.
Il carro dipinto,
i cavalli salvatici e docili, ebbri di vento,
le belle figlie in cenci,
la mensa a bivacco furtiva sotto gli astri,
la strada bianca del mondo.
Io tornerò nella prigione potente
dove comando
e sono comandato:
io sfrenerò, di rabbia, i miei puledri ideali
sulla pista del sogno, a cuore morto, a stanca sera:
e per l’amore
mendicherò la mendicante mia a qualche buio di strada.
Io pago la carne con mano che sembra
chiedere anzi donare elemosina.
E la mia via
è una rete di fogne
dove altro non luce che l’occhio del sorcio.
O Zingari, scoiatemi vivo, allo spiedo arrostitemi
fra due tronchi di selva!
Sono un poverissimo figlio di civili
che adora la barbarie.
❦ Aeroplani · Paolo Buzzi
Libri