Biografia
Essendo casuale la sua natività della Beira, Queirós Ribeiro è un poeta del Minho per ascendenza, per infanzia e adolescenza, per matrimonio e per le case di famiglia, per l'attaccamento affettivo all'Alto Minho, per gli influssi che i paesaggi e gli autori di quella regione avranno sulla sua opera. Patrizio di Feijó, appartiene alla generazione di Coimbra in cui questi e un altro amico comune, Luís de Magalhães, primeggiano con la loro Revista Científica e Literária, pretesamente di orientamento positivista e parnasiano. Ma, se l'esperienza di Coimbra ha riflessi nostalgici («Última noite») e sfaccettati («A José Monteiro») nel libro d'esordio di Queirós Ribeiro – Tardes de Primavera, 1889 –, fin da allora si esplicitava una poetica antiparnasiana e neoromantica e si rivelava a sufficienza che il maestro della poesia di Queirós Ribeiro era, oltre al paradigmatico V. Hugo (di cui venivano allora tradotti 9 poesie), Guerra Junqueiro, che introduceva l'opera con una lettera in versi, compariva poi come tema di due poesie di apologia e segnava ancora diverse poesie di «Folhas dispersas», cantando l'Amore incoercibile e irrealizzabile per la donna-archetipo («Quimera»), esaltando la religiosità parapanteista e l'euforia del trasformismo («Mater admirabilis», «Eterno poema»), attaccando allegoricamente il gesuitismo («Símbolos»). Tardes de Primavera, la cui cura formale fu riconosciuta dallo stesso Fialho che in Vida Irónica caustica l'evacuazione idealizzante del canto amoroso, ha momenti felici, come «Contrastes» o «Mudanças»; e anticipava Cinzas (1896) per l'ambizione poetica della 1ª parte, «Ideal perdido», e perché questo macrotesto è l'evocazione di «una passione prima» e fallita nella morte precoce dell'amata. Ebbene, sposandosi dopo la laurea in Giurisprudenza, Queirós Ribeiro vedova molto presto e crea appunto Cinzas come «poema lirico» di quella vedovanza, con la situazione estetico-letteraria orientata fin dal preludio: «Coração, és a minha escola.» Buon oratore, figura rappresentativa della sua regione e della sua generazione, Queirós Ribeiro trionfa come deputato che, legato ad Alpoim, sorgerà naturalmente in posizione di rilievo al momento della dissidenza progressista; di quella sfaccettata personalità ci restano i Discursos Parlamentares (1908). D'altra parte, amante dei viaggi e assiduo collaboratore della stampa, ci lascia queste sfaccettature illustrate dalle Cartas de Longe (1911), originariamente uscite su O Primeiro de Janeiro. Ma la creazione poetica riprende e nel 1903 Queirós Ribeiro pubblica la raccolta Pedras Falsas, che l'ultimo sonetto definisce come «collana di pietre lapidate / Dalle mani della Tenerezza e del Disgusto. / [...] / Povero filo di lacrime raggrumate [...]». C'è in Pedras Falsas un tropismo di autodeprecazione, in controluce rispetto a «Ideal perdido» (Tardes de Primavera) e a Cinzas; ma basta l'esplorazione che il libro fa dell'immaginaria della luce per rendere ingiustificata tale autosvalutazione. Solo che già allora, e malgrado la recidiva che costituiranno le Folhas Mortas, del 1916, si annunciava il poema drammatico Caminho do Céu e la svolta importante che da esso avrebbe subito l'estro di Queirós Ribeiro. Poema disuale, in 6 canti, simbolicamente intitolati «A Névoa», «A Chama», «As Nuvens», «O Luar», «A Aurora» e «O Sol» in riferimento alle figure mitico-letterarie di Laura, Eloisa e Beatrice e alle figure evangeliche della Maddalena, della Vergine Maria e di Gesù Cristo, in dialogo con le quali il «Poeta» compie un'ascesi artistica e mistica. Del risultato di tale esaltazione religiosa testimoniano i libri di edificazione e di apologetica cattolica a cui Queirós Ribeiro si dedicherà d'ora in poi: i versicoli in cui traduce in volgare, e in un'estetica gelosa della semplicità dello spiritualismo cristiano, l'Imitazione di Cristo (1925), la monumentale parafrasi in settenari della narrazione evangelica della Vita di Gesù (1927), un annunciato Poema Eucaristico – marginalizzati dalle riflessioni di Máximas e Pensamentos. Allora, già dopo che la fedeltà alle convinzioni monarchiche lo aveva condotto all'esilio (1919), la poesia di militanza religiosa era correlata all'inserimento di Queirós Ribeiro nei movimenti pubblici di cattolici che segnarono la fine della 1ª Repubblica (partecipando, per esempio, al Congresso Eucaristico di Braga del 1924).
Poesie
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