Il canto di un mattino
Da te, cuor mio, l’ultimo canto aspetto,
e mi diletto a pensarlo fra me.
Del mare sulla riva solatia,
non so se in sogno o vegliando, ho veduto,
quasi ancora giovanetto, un marinaio.
La gomena toglieva alla colonna
dell’approdo, e oscillava in mar la conscia
nave, pronta a salpare.
E l’udivo cantare,
per se stesso, ma sì che la città
n’era intenta, ed i colli e la marina,
e sopra tutte le cose il mio cuore:
«Meglio – cantava – dire addio all’amore,
se nell’amor non è felicità».
Lieto appariva il suo bel volto; intorno
era la pace, era il silenzio; alcuno
né vicino scorgevo né lontano;
brillava il sole nel cielo, sul piano
vasto del mare, nel nascente giorno.
Egli è solo, pensavo; or dove mai
vuole approdar la sua piccola barca?
«Così, piccina mia, così non va»
diceva il canto, il canto che per via
ti segue; alla taverna, come donna
di tutti, l’hai vicino.
Ma in quel chiaro mattino
altro ammoniva quella voce; e questo
lo sai tu, cuore mio, che strane cose
ti chiedevi ascoltando: or se lontana
andrà la nave, or se la pena vana
non fosse, ed una colpa il mio esser mesto.
Sempre cantando, si affrettava il mozzo
alla partenza; ed io pensavo: È un rozzo
uomo di mare? O è forse un semidio?
Si tacque a un tratto, balzò nella nave;
chiara soave rimembranza in me.
e mi diletto a pensarlo fra me.
Del mare sulla riva solatia,
non so se in sogno o vegliando, ho veduto,
quasi ancora giovanetto, un marinaio.
La gomena toglieva alla colonna
dell’approdo, e oscillava in mar la conscia
nave, pronta a salpare.
E l’udivo cantare,
per se stesso, ma sì che la città
n’era intenta, ed i colli e la marina,
e sopra tutte le cose il mio cuore:
«Meglio – cantava – dire addio all’amore,
se nell’amor non è felicità».
Lieto appariva il suo bel volto; intorno
era la pace, era il silenzio; alcuno
né vicino scorgevo né lontano;
brillava il sole nel cielo, sul piano
vasto del mare, nel nascente giorno.
Egli è solo, pensavo; or dove mai
vuole approdar la sua piccola barca?
«Così, piccina mia, così non va»
diceva il canto, il canto che per via
ti segue; alla taverna, come donna
di tutti, l’hai vicino.
Ma in quel chiaro mattino
altro ammoniva quella voce; e questo
lo sai tu, cuore mio, che strane cose
ti chiedevi ascoltando: or se lontana
andrà la nave, or se la pena vana
non fosse, ed una colpa il mio esser mesto.
Sempre cantando, si affrettava il mozzo
alla partenza; ed io pensavo: È un rozzo
uomo di mare? O è forse un semidio?
Si tacque a un tratto, balzò nella nave;
chiara soave rimembranza in me.