Tanto gentile e tanto onesta pare
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogni lingua divien tremando muta
e gli occhi non l’ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
di cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per gli occhi una dolcezza al core
che intender non la può chi non la prova.
E par che dalla sua labbia si mova
un spirito soave e pien d’amore,
che va dicendo all’anima: “ Sospira.”
Negli occhi porta la mia donna Amore;
per che si fa gentil ciò ch’ella mira:
ov’ella passa, ogni uom vèr lei si gira,
e cui saluta fa tremar lo core.
Sicchè, bassando il viso tutto smuore,
e d’ogni suo difetto allor sospira:
fuggon dinanzi a lei superbia ed ira:
aiutatemi, donne, a farle onore.
Ogni dolcezza, ogni pensiero umile
nasce nel core a chi parlar la sente;
ond’è beato chi prima la vide.
Quel ch’ella par quand’un poco sorride,
non si può dicer nè tenere a mente,
sì è nuovo miracolo e gentile.
Guido, vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento
e messi ad un vascel che ad ogni vento
per mare andasse a voler vostro e mio.
Sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi vivendo sempre in un talento
di stare insieme crescesse il desìo.
E monna Vanna e monna Bice poi
con quella ch’è in sul numero del trenta
con noi ponesse il buon incantatore.
E quivi ragionar sempre d’amore
e ciascuna di lor fosse contenta,
siccome io credo che sariamo noi.
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogni lingua divien tremando muta
e gli occhi non l’ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
di cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per gli occhi una dolcezza al core
che intender non la può chi non la prova.
E par che dalla sua labbia si mova
un spirito soave e pien d’amore,
che va dicendo all’anima: “ Sospira.”
Negli occhi porta la mia donna Amore;
per che si fa gentil ciò ch’ella mira:
ov’ella passa, ogni uom vèr lei si gira,
e cui saluta fa tremar lo core.
Sicchè, bassando il viso tutto smuore,
e d’ogni suo difetto allor sospira:
fuggon dinanzi a lei superbia ed ira:
aiutatemi, donne, a farle onore.
Ogni dolcezza, ogni pensiero umile
nasce nel core a chi parlar la sente;
ond’è beato chi prima la vide.
Quel ch’ella par quand’un poco sorride,
non si può dicer nè tenere a mente,
sì è nuovo miracolo e gentile.
Guido, vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento
e messi ad un vascel che ad ogni vento
per mare andasse a voler vostro e mio.
Sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi vivendo sempre in un talento
di stare insieme crescesse il desìo.
E monna Vanna e monna Bice poi
con quella ch’è in sul numero del trenta
con noi ponesse il buon incantatore.
E quivi ragionar sempre d’amore
e ciascuna di lor fosse contenta,
siccome io credo che sariamo noi.