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Rime
Lourenço de Médici

Canto dei calzolai

A queste belle scarpe, alle pianelle!
Venite a comperar, donne e donzelle.
Perché l’usiate in questo Carnevale,
fatte l’abbiamo, e di cuoio cotale
che v’entreranno, e non vi faran male
benché sien strette. È gentile la pelle.
Noi abbiam forme d’infinite sorte:
qual son più lunghe, e quali un po’ più corte;
perdonateci: egli è proprio una morte
potervi contentare, o donne belle;
quasi una forma, o più o meno un dito
serve a ciascuna che non ha marito;
ma poiché seco una notte ha dormito,
bisogna maggior forme, assai per quelle.
Mettete, donne, un po’ qui su la mano,
e stropicciate la schiena pian piano:
sentirete allargarle ammano ammano.
Esser voglion così le buone pelle.
Donne, noi vi darem le scarpe a prova
e portatele al fango ed alla piova;
e se del far con noi poi non vi giova,
senza danari siensi vostre quelle.
Deh, mettetevi queste un po’ da voi,
ma se volete, v’aiuterem noi;
e sarà meglio; perché spesso poi
chi non fa piano, fa crepar la pelle,
e si può male inver senza noi fare
la prima volta chi vuol ben calzare;
perché bisogna una certa arte usare,
la qual v’insegneremo, o donne belle.
Quando ve le calzate, e voi pignete
un poco il piede, in qua e ’n là il volgete,
infin che drento tutto ve l’avete;
oh quanto stanno poi pulite e belle!
La scarpa quanto più ella si porta
sapete che s’allarga e vien bistorta;
ma la ritorna si stringe e raccorta,
chi la bagna con acqua di mortelle.
Queste pianelle sono alte all’usanza
un terzo è ’nvero, e non si può far sanza;
a chi non è tal misura abbastanza,
fatica arà trovar maggior pianelle;
quest’altre che son fatte alla franciosa,
hanno la punta larga e spaziosa;
a chi n’usa gli par poi ghiotta cosa,
ma sono assai più utili che belle.
Bisognerebbe, tante ce n’è chieste,
la notte lavorassimo e le feste;
ma noi non reggeremmo; e già per queste,
molte ci vengon dietro per averle.
Noi v’abbiamo, donne, or’ogni cosa mostro;
questo in effetto, è il lavor nostro,
fra tutti ci sarà ’l bisogno vostro
e farenvi piacere, o donne belle.
❦ Rime · Lourenço de Médici
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