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La barca
Mario Luzi
1935
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La barca

1935

Copia da Ronsard

Come quando di maggio sopra il ramo la rosa
nella sua bella età, nel suo primo splendore
ingelosisce i cieli del suo vivo colore
se l’alba nei suoi pianti con l’oriente la sposa,

nei suoi petali grazia ed Amor si riposa
cospargendo i giardini e gli alberi d’odore;
ma affranta dalla pioggia o da eccessivo ardore
languendo si ripiega, foglia a foglia corrosa.

Così nella tua prima giovanile freschezza,
terra e cielo esultando di quella tua bellezza,
la Parca ti recise, cenere ti depose.

Fa’ che queste mie lacrime, questo pianto ti onori,
questo vaso di latte, questa cesta di fiori;
e il tuo corpo non sia, vivo o morto, che rose.

L’immensità dell’attimo

Quando tra estreme ombre profonda
in aperti paesi l’estate
rapisce il canto agli armenti
e la memoria dei pastori e ovunque tace
la segreta alacrità delle specie,
i nascituri avvallano
nella dolce volontà delle madri
e preme i rami dei colli e le pianure
aride il progressivo esser dei frutti.
Sulla terra accadono senza luogo,
senza perché le indelebili
verità, in quel soffio ove affondan
leggere il peso le fronde
le navi inclinano il fianco
e l’ansia de’ naviganti a strane coste,
il suono d’ogni voce
perde sé nel suo grembo, al mare al vento.

Terrazza

Un giorno troppo povero d’amore
s’è spento e tace
nello spazio ed intorno il cielo giace
colmo di pace e di compianto. Ed ora
pencola insieme al profumato giorno
sull’orlo dell’estate
sotto le silenziose balaustrate
la rosa degli amati orti d’intorno.
E chi riprende al cielo
la furtiva sostanza del passato,
il puerile mattino e l’ora? Al suolo
cede l’ampia colomba. Nel profumo
dei mastici s’appanna?” il lago, sfugge
il sentiero ...

From AVVENTO NOTTURNO
❦ La barca · Mario Luzi · 1935
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