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Per il battesimo dei nostri frammenti
Mario Luzi
1985
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Per il battesimo dei nostri frammenti

1985

C’era, sì, c’era

C’era, sì, c’era — ma come ritrovarlo
quello spirito nella lingua
quel fuoco nella materia. -
Chi elimina la melma, chi cancella la contumelia?
Sepolto nelle rocce,
rocce dentro montagne
di buio e grevità —
così quasi si estingue,
così cova l’incendio
l’immemorabile evangelio...

Colme le valli. Colme

Colme le valli. Colme
di luce e prana
in tutto il loro solco
dal giogo
fino alla superinfusa piana
ed eccola
mi scende
incontro, degrada
da un azzurro rupestre
di pensieri
incendiati sulle cime
la stessa? sì, la stessa
prima persa nella gora
di un infernale esgorgo
piangendo umiliazione
ed onta
di non esplicata iniquità,
uscita
dopo, uscita in altitudine
essa, fino a quella
sua insondabile sommità —

si ricongiunge con me,
mi traversa l’opacità,
mi oltrepassa la trasparenza. O femme.

Deserto — quale deserto?

Deserto — quale deserto? Questo,
questa vacanza
dell’umanità nell’uomo,
questo orribile interregno —
o non è così, e sono io
che muoio? — è una troppo lunga assenza
di me
da quale grande abbeveratoio?
penso: e porta questo pensiero
un vento di serir.

Perché luce

Perché, luce, ti ritrai
da me nelle cose guardate
e più addentro ancora
nelle altre non vedute?
Chiusa la storia, cancellata la persona,
perso o vinto l’agone?
Oppure
è l’altro che matura
e splende, l’amore pieno,
il pieno annientamento
in cosa? in che unica sostanza,
in che totale inessenza —
impossibile saperlo,
non c’è testimone, non c’è canto?

Lei pensa o sogna che qualcuno pensi
nel risucchio di pace
del mulinello cruento...
❦ Per il battesimo dei nostri frammenti · Mario Luzi · 1985
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