Nell’anno novecento e ottanta
sul principio del mese di novembre,
gabbati i santi, e gabbati anche i morti,
tra le ore diciassette e le diciotto,
questo settimo giorno, che è domenica,
io qui presente sottoscritto, in Como,
dentro i locali della Media Foscolo,
novanta e nove di via Borgo Vico,
pubblicamente dichiaro e certifico
che per sempre rinuncio all’universo:
testimoniate per me, per un’ora,
e per me, per un’ora, per me vigilate:
se oggi chiudo e sbaracco e mollo e stacco,
getto la spugna e faccio il punto e a capo,
sarà perché tengo ragioni buone,
che tutte non le vengo a raccontare:
considerate che siamo in autunno,
e il giorno va, mentre la notte viene:
a sentirmi, nessuno ci guadagna,
se non si cava, che c’è, la morale:
le orecchie vostre date a me, signori,
e soprattutto a me apriteci gli occhi:
se uno si pianta qui la vita e il mondo,
credere è giusto che poco ha da perdere:
poi, ricordate che arriva Martino,
viene l’estate che mi viene e tocca:
standoci in piedi, standomi qui in terra,
piccolo spazio mi sono occupato:
minore spazio, appena traslocato,
mi prenderò, coricato allungato:
uno sta sotto, e uno ci cammina,
anzi ci salta, sopra la cantina:
sono qui a farmi il testamento, apposta,
ma voi, per voi, non vi aspettate niente:
Se il mio privato me lo tratto in piazza,
se sopra i tetti grido le mie voglie,
se ancora vivono i cuori gentili,
è meglio assai, se mi lascino perdere:
fa bene, chi diffida, a diffidare:
e io sto qui per diffidarmi stesso.
gabbati i santi, e gabbati anche i morti,
tra le ore diciassette e le diciotto,
questo settimo giorno, che è domenica,
io qui presente sottoscritto, in Como,
dentro i locali della Media Foscolo,
novanta e nove di via Borgo Vico,
pubblicamente dichiaro e certifico
che per sempre rinuncio all’universo:
testimoniate per me, per un’ora,
e per me, per un’ora, per me vigilate:
se oggi chiudo e sbaracco e mollo e stacco,
getto la spugna e faccio il punto e a capo,
sarà perché tengo ragioni buone,
che tutte non le vengo a raccontare:
considerate che siamo in autunno,
e il giorno va, mentre la notte viene:
a sentirmi, nessuno ci guadagna,
se non si cava, che c’è, la morale:
le orecchie vostre date a me, signori,
e soprattutto a me apriteci gli occhi:
se uno si pianta qui la vita e il mondo,
credere è giusto che poco ha da perdere:
poi, ricordate che arriva Martino,
viene l’estate che mi viene e tocca:
standoci in piedi, standomi qui in terra,
piccolo spazio mi sono occupato:
minore spazio, appena traslocato,
mi prenderò, coricato allungato:
uno sta sotto, e uno ci cammina,
anzi ci salta, sopra la cantina:
sono qui a farmi il testamento, apposta,
ma voi, per voi, non vi aspettate niente:
Se il mio privato me lo tratto in piazza,
se sopra i tetti grido le mie voglie,
se ancora vivono i cuori gentili,
è meglio assai, se mi lascino perdere:
fa bene, chi diffida, a diffidare:
e io sto qui per diffidarmi stesso.