Sonetto d’epifania
Sopra la piazza aperta a una leggera
aria di mare, che dolce tempesta
coi suoi lumi in tumulto fu la sera
d’Epifania ! Nel fuoco della festa
” rapita, ora ritorna a quella fiera
di voci dissennate, e si ridesta
nel cuore che ti cerca, la tua cera
allegra — la tua effigie persa in questa
tranquillità dell’alba, ove scompare
1° in nulla, mentre gridano ai mercati
altre donne più vere, un esitare
d’echi febbrili (i gesti un di acclamati
al tuo veloce ridere) al passare
dei fumi che la brezza ha dissipati.
aria di mare, che dolce tempesta
coi suoi lumi in tumulto fu la sera
d’Epifania ! Nel fuoco della festa
” rapita, ora ritorna a quella fiera
di voci dissennate, e si ridesta
nel cuore che ti cerca, la tua cera
allegra — la tua effigie persa in questa
tranquillità dell’alba, ove scompare
1° in nulla, mentre gridano ai mercati
altre donne più vere, un esitare
d’echi febbrili (i gesti un di acclamati
al tuo veloce ridere) al passare
dei fumi che la brezza ha dissipati.