Sopra la piazza aperta a una leggera
aria di mare, che dolce tempesta
coi suoi lumi in tumulto fu la sera
d’Epifania ! Nel fuoco della festa

” rapita, ora ritorna a quella fiera

di voci dissennate, e si ridesta
nel cuore che ti cerca, la tua cera
allegra — la tua effigie persa in questa

tranquillità dell’alba, ove scompare
1° in nulla, mentre gridano ai mercati

altre donne più vere, un esitare
d’echi febbrili (i gesti un di acclamati
al tuo veloce ridere) al passare
dei fumi che la brezza ha dissipati.
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