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Nella terra di mezzo
Luciano Erba
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Nella terra di mezzo

Cassetti

Quando non sono al telefono
le donne è un gran rumore di cassetti
che aprono e richiudono di scatto
gioielli carte spille soldi chiavi
non saprai mai che stanno frugando
in sottoveste o in abito lungo
chinate, talvolta piumate
sempre desiderate.

Gli incaricati

Il mio compagno di Piazza Aquilea
avvocato, con un soprabito grigio
distinto, dal passo affrettato
non ha età, ha una borsa, un cappello
lo rivedo ogni tanto da quando
ho ripreso l’uso del tram
lo vedo di spalle, è di quelli
che vedo sempre di spalle
fa pensare a una vecchia fotografia
di uno che non sai più chi sia.
Quando scende dal 30/29
alto, o col suo soprabito a vita
quel mio compagno (cominciava per enne)
mi trasmette l’incarico, so io quale
mentre il tram riprende la corsa
sotto 1 platani di un altro viale.

Il formaggio

Sarà bene parlando di un mio modo
di abitare nel mondo del presente
(un sistema spaziale dove scambio
forma e corpo con quanto mi sta attorno
con le cose alle quali vado incontro
per vivere in loro e loro in me)
sarà bene riveli che tal modo
di stare vicino al quotidiano
mi fu chiaro ab initio una mattina
avevo fame era tempo di guerra
da parte a parte guardavo nei buchi
di una fetta sottile di formaggio
così assorto mi sentivo rapito
ed ero un po’ di qua un po’ di là.

Mani

Mani che ti hanno accarezzato sopra la testa
mani di preti di zie di ortolani
mano del compagno di scuola
che scriveva in inchiostro verde
mani di Berta asciugate dal vento
se appendeva il bucato sopra i fili
larghe mani polacche
che spaccavano legna nell’Arbeit Lager
mani e dita affusolate
degli amici indiani
mano scarnita
che rendi la penna per firmare
mano che arrivata la sera
accarezzi la gatta più nera.

Quando ce ne andiamo

Quando ce ne andiamo ti ricordano per un sorriso
per un raro gesto di generosità
per un tic, per la balbuzie, per la loquacità
per la sciarpa bianca o cammello
per la cravatta sbagliata
per l’accento padano
quanto a me ricordatemi come volete
ancor meglio se ne fate a meno, vivete!
In medio stat vitium

Sei di quelli che ai test
danno segni contraddittori
ma di certo
né genio né idiota
e allora?
un pover’uomo
perseguitato dai geni e dagli idioti.

Sul ciglio di un fosso

Ci hai dato un solo trapasso
sai tu come e quando
ma questo, tra alberi e pietre,
nulla che vado inventando
è altra cosa, soltanto un momento
in un sistema di relatività

ma questi, quando mi vedi
tirare 1 remi in barca
star disteso sulla panchina di un parco
o seduto sul ciglio di un fosso,
questi sono per ora momenti
di assenza e di grande unità.

Un paesaggio docile

L’albero che saliva si piegava
tornava a salire verso il cielo
ma avesse preso questa o quella forma
avesse avuto questo o quel colore
sarebbe stato sempre solo un albero
soltanto un segno su quel dosso di monte
di un paesaggio creato dai miei occhi
per secondare i miei esaltati spiriti
la mia fierezza di viandante alpestre
giunto infine poco sotto la vetta.
❦ Nella terra di mezzo · Luciano Erba
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