Exitus
In quella semiluce di violetto
Per ingannare un lunghissimo tempo
Osservavo in studioso movimento
Due brune blatte tra i neri piedi del letto
Con Lui nell’ospedale
Dove semiassopito o semisveglio
Egli era in attesa di spirare
O di affacciarsi al giorno del suo meglio
Quando si avvicinò a noi cautamente
Un prete domandando
Se dell’anziano signore morente
Fossi parente o amico e come e quanto
Chiedeva sommessa licenza
Di ministrare a Lui l’Estrema Unzione
Chino sul letto Gli parlai: c’è il prete
Che ti vuole dare una benedizione
Esiguo raggio alla notturna noia
Prossima l’alba era o latente
Pensai che è una assai bella cerimonia
Pur se del Nulla uno è credente
Più non ricordo se dai piedi cominciasse
O dalla fronte che labile schermo
E a corrotti pensieri
O dalle mani del diletto infermo
A posarsi il crisma che i sensi
Confortando purifica — occhi e udito
Olfatto tatto e gusto — voi eletti
Luoghi all’errore onde il corpo è sortito
Intanto fu il suo respiro più lieve
Un velo il volto e bianco più che la neve
Per ingannare un lunghissimo tempo
Osservavo in studioso movimento
Due brune blatte tra i neri piedi del letto
Con Lui nell’ospedale
Dove semiassopito o semisveglio
Egli era in attesa di spirare
O di affacciarsi al giorno del suo meglio
Quando si avvicinò a noi cautamente
Un prete domandando
Se dell’anziano signore morente
Fossi parente o amico e come e quanto
Chiedeva sommessa licenza
Di ministrare a Lui l’Estrema Unzione
Chino sul letto Gli parlai: c’è il prete
Che ti vuole dare una benedizione
Esiguo raggio alla notturna noia
Prossima l’alba era o latente
Pensai che è una assai bella cerimonia
Pur se del Nulla uno è credente
Più non ricordo se dai piedi cominciasse
O dalla fronte che labile schermo
E a corrotti pensieri
O dalle mani del diletto infermo
A posarsi il crisma che i sensi
Confortando purifica — occhi e udito
Olfatto tatto e gusto — voi eletti
Luoghi all’errore onde il corpo è sortito
Intanto fu il suo respiro più lieve
Un velo il volto e bianco più che la neve