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I fabbricanti del “bello”
Nelo Risi
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I fabbricanti del “bello”

Destino

Un giorno a Vienna
ho visitato la sua casa
per poi scoprire che di alloggi
solo a Vienna ne ebbe più di trenta

Gli bastava un nonnulla
non riconosciuto o credersi insultato
e traslocava in nuove confusioni
l’alloggio a volte era una tana

A Bonn si può vedere dove nacque
in quel museo sono raccolte le sue glorie
le sue miserie—troppo ordinate
Beethoven non è Goethe?

Un Guarneri due Amati sotto vetro
non chiariscono gli ultimi quartetti;
un cornetto acustico in bacheca
rovina del superstite udito

Fogli e fogli ingialliti alle pareti
una foresta di freghi di segni
dalle dita tradotti in suoni
a ricreare la pura essenza dell’idea

I suoi contratti! sempre in lotta
con gli editori (primo musicista
non più a servizio) in una Vienna
ancora incipriata

E il ritratto dell’oziosamato Karl
cinque anni di processi atti legali
per la tutela del nipote sempre nuove angosce
la gioia che talvolta trionfa sulla pena

Componendo a porte chiuse urla
e ritma la fuga del suo Credo
«Non scrivo per la folla!» chiede indietro
lo spartito dopo il fiasco del Fidelio

Avanti negli anni neanche tanto
scrive pei tempi che verranno
ora che è murato dentro
teso all’ascolto dell’io solitario

Più degli uomini ama la natura
l’usignolo la quaglia il tema del ruscello
girovagare nei boschi assorto
chiedere energia alla terra
Bonaparte? un ideale che ha tradito
con Goethe non si è inteso
degli italiani salva Cherubini
Handel? e Shakespeare sopra tutti
sola felicità nell’arte ormai ...

A letto idropico col fegato a pezzi
ròso dalle cimici ha un sorriso per i pochi:
«la commedia è terminata» le sue dita
massicce stringono il quaderno —tempo di neve
un lampo un tuono scuote tutta Vienna

Ma la sua maschera
di quando ancora era in vita!
appesa là, camusa
ha già le palpebre abbassate
sulla forza intatta del suo genio illimitato

From LE RISONANZE
❦ I fabbricanti del “bello” · Nelo Risi
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