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Quattro canti
Alberto Cappi
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Quattro canti

Autunno

così mutano gli astri
intorno al tornio
che trascina
la disossata
sua falce luna

Ooh mia tenera cuna
mia pietà spolpata!

Estate

lascialo perdere quel rogo
ove la pagina bruciava
la rossa foglia l’ave rosa

un nano un sogno
claudicante nel tramonto
un ramo uva tuono

dimmi, viandante,
che mano ruba
il nostro istante?

Incantamenti

è una sera di poesia
devo pensarti suono
devo abitarti
è come pesare
cosa sarà della scia
di ogni incantamento
cosa come il momento
del mio sortilegio
di poeta
l’avvio di un documento
un bozzolo di seta

Primavera

ora che viene il vento
ora che il tempo tiene
il soffio terso dei doni
favillano stazioni
di favola nel verso

ehi, piccolo paggio,
che mignolo crocca
nel tuo
piumaggio d’albicocca?!

Primo canto della neve

quando venne la neve
la neve portò bianchi glicini
e dolci tortore di farina
quando venne la brina
anima candida luce di luna
quando candì il giorno intorno
e l’oro si fece solo sole
quando la notte si annodò
e nodo e nido furono uno
quando il violino suonò le note
della terra bruna e del mare
quando ritmando e poetando
siamo tornati ad amare

Quarto canto del gelo

come venne il gelo
il gelo cantò i suoi occhi
in acini di oscure uve
come venne il gelo
il gelo calò il suo dente
in cocci
piccole nature
sulla pura
cecità delle lucciole
in fedeltà al volo
ai morsi di paura

Secondo canto del vento

dove venne il vento
il vento seminò sibilanti serpi
sui sentieri del sonno e del sogno
dove venne l’uomo e disse
sia detta aurora la prima
ora del tempo
benedetto sia il mattino
dove bambino colsi
alle cose il senso

Siderazioni

questa è la sera di Santa Lucia
con il fieno del suo tramonto
sulla strada di nebbia e fumo
questo è il carro della rada via
nel ricordo dei sogni di bambino

che freddo madre mia
che strano rumore di fantasia!

Soglie

dove vanno le cose del mondo
che vanno che vanno che vanno?
dove cade la notte del mondo
che cade che cade che cade?
le cose
la notte
il vano dell’ade

Terzo canto della luce

perché venne la luce
la luce fuggì dal guscio
di attonita pietra dura
in zuccheri di filate stelle
e luce fu e venne
all’uscio della preghiera
al muschio delle lanterne
ferme
nella materna sera
❦ Quattro canti · Alberto Cappi
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