❦
Visitazioni
Alberto Cappi
❧

Visitazioni

A Juan Liscano

rompere 1] carcere della vita
urlare contro le dure porte
che morte, Juan, che morte
cercare tra le parole in un
abbraccio grande d’esaudita
andanza d’intricante corte
il corteggiamento della vana
pura istanza o stanza astuta
l’ultimo ghiaccio la voce udita

A Raffaella

assegno la vita ai tuoi piedi
non calpestare i segni del mio rito
tu che additi il dare quotidiano
10 che coltivo un solitario mito
di colpe d’occasioni un dolce fare
nel disegno del silenzio un marmorare

Cosa ne sai del silenzio

cosa ne sai del silenzio
del suo sì e del no dell’io
stupefatto nella bragia del
mattino che non parla che
accende il rogo dello sguardo
negli occhi chini all’anima
di noce sotto la croce di un
astro d’uva chiara che si
annida tra le ciglia e appena
a pena crea scintille e si
perde in orme azzurre e viola

ho la tua parola la voce dorme

E comunque

e comunque che cosa ho promesso
l’anima svestita il bisbigliare
il lare delle 13 delle 13 e 30
chi si attenta l’abito a voltare
della mia memoria che addita una
storia d’eccessi un parlottare
siamo in sera di ghiandaie in
morsi torsi e torti e sfinimenti
sono in ringhio il graffio i denti

Fossi solo forma

fossi solo forma leggera
lieve nube di fiato del Dio
polpa di granchio che consuma
la mia terra di nessuno
fossi uno spirito un dono
una maschera di persona
tolta al viso anch’io
che parlo e vivo e sono
❦ Visitazioni · Alberto Cappi
Libri