Balcone fiorentino
Primi taciti volti, primi fuochi
s’accendono: vediamo scolorare
i veli d’una sera alta e tremante,
mentre adagio nel rosa intente squadre
” di donne s’allontanano
con le nuche presaghe già di notte.
E adagio i venti vengono sull’Arno,
a un tocco di neve
s’appannano i verdi pavimenti
1° già s’ascolta
ciechi passi disperdere nell’ombra
l’oro d’un usignolo inaridito.
D’una donna nel passo accentuato
s’incammina l’inverno e appena il viso
’° accosta un qualche dio d’onice intriso
al viso della luna incipriato.
’
*
E primavera, e ignote voci sperdono
dove un più luminoso albero chiama
la notte amica, l’albero più verde
°° nel vento che lo muove di lontano.
s’accendono: vediamo scolorare
i veli d’una sera alta e tremante,
mentre adagio nel rosa intente squadre
” di donne s’allontanano
con le nuche presaghe già di notte.
E adagio i venti vengono sull’Arno,
a un tocco di neve
s’appannano i verdi pavimenti
1° già s’ascolta
ciechi passi disperdere nell’ombra
l’oro d’un usignolo inaridito.
D’una donna nel passo accentuato
s’incammina l’inverno e appena il viso
’° accosta un qualche dio d’onice intriso
al viso della luna incipriato.
’
*
E primavera, e ignote voci sperdono
dove un più luminoso albero chiama
la notte amica, l’albero più verde
°° nel vento che lo muove di lontano.