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Blues del mar rosso
Franco Cavallo
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Blues del mar rosso

Allo Shedwan Hotel

Allo Shedwan Hotel
dove siamo alloggiati
ho fatto un calcolo assurdo
per quanto vero:
su dieci signore tedesche
dalle età più diverse
- dai ventotto ai sessanta -
ce n’è almeno una
che pesa più di un bue.

“Per questo” dico scherzando
a Fernanda e a Pasquale,
miei compagni di viaggio,
“il marco è così pesante”.
Basta far caso alle astanti
per abbozzare un calcolo
tutt’altro che approssimativo
di economia comunicativa.

Mangiano a quattro palmenti
sotto le palme roventi,
bevono birra ghiacciata,
s’ingozzano con enormi gelati
le mastodontiche matrone tedesche,
- le concittadine di Helmut Kohl
che sostano nella Hall.

L’alba odora

L’alba odora di bitume —
qualche specola d’azzurro —
il convoglio è scortato —
c’è un sapore d’argilla
che si posa sulla lingua

Da Hurghada a Luxor
la sabbia entra nelle orecchie
fuoriesce dal naso
si addensa sulle palpebre
la Toyota ne è invasa

cammelli annoiati
masticano lentamente
sul ciglio della strada
il fieno che hanno mangiato
dieci giorni fa
❦ Blues del mar rosso · Franco Cavallo
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