La morte d’orlando
Orlando ficcò in terra Durlindana,
poi l’abbracciava e dicea: “ Fammi degno,
Signor, chio riconosca la via piana;
questo sia in luogo di quel santo legno;
dove patì la giusta carne umana,
sì che il cielo e la terra ne fe’ segno;
e non senza alto misterio gridasti:
‘Elì, El, tanto martir patisti.”
Così tutto serafico al ciel fisso,
una cosa parea trasfigurata,
e che parlasse col suo Crocifisso.
O dolce fine, o anima ben nata,
o santo vecchio, o ben nel mondo visso!
E finalmente la testa inclinata
prese la terra, come gli fu detto,
e l’anima spirò del casto petto.
Ma prima il corpo compose alla spada,
le braccia in croce, e il petto al pomo fitto,
ma poi si sentì un tuon, che par che cada
il ciel, che certo allor s’aperse al gitto;
e come nuvoletta che in su vada,
“In exitu Israel,” cantar, “ de Egypto,?
sentito fu dagli angeli solenne;
che si conobbe al tremolar le penne.
poi l’abbracciava e dicea: “ Fammi degno,
Signor, chio riconosca la via piana;
questo sia in luogo di quel santo legno;
dove patì la giusta carne umana,
sì che il cielo e la terra ne fe’ segno;
e non senza alto misterio gridasti:
‘Elì, El, tanto martir patisti.”
Così tutto serafico al ciel fisso,
una cosa parea trasfigurata,
e che parlasse col suo Crocifisso.
O dolce fine, o anima ben nata,
o santo vecchio, o ben nel mondo visso!
E finalmente la testa inclinata
prese la terra, come gli fu detto,
e l’anima spirò del casto petto.
Ma prima il corpo compose alla spada,
le braccia in croce, e il petto al pomo fitto,
ma poi si sentì un tuon, che par che cada
il ciel, che certo allor s’aperse al gitto;
e come nuvoletta che in su vada,
“In exitu Israel,” cantar, “ de Egypto,?
sentito fu dagli angeli solenne;
che si conobbe al tremolar le penne.