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Il purosangue
Massimo Bontempelli
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Il purosangue

Cori, 1.

FOGLIE:
Dai pensieri dell’albero
cadiamo.
Non eravamo stanche.
Nel cuore dell’albero
le foglie nuove son mille.
Quando noi saremo niente
l’albero sarà tutto verde.

GOCCIOLE:
Le figlie dell’albero
sono cadute e niente.
Noi noi
viviamo fulgide
di raggi
brividi.

RAGGI:
Scivolo. Corro. Mia
questa goccia. Questa, mia.
Qui stiamo in cento.
Quando l’animo è contento
tutto l’albero scintilla.
Brilla,
gocciastella.
L’albero zampilla
di pupille.

Prigioni, 1.

Un lucernario nell’alto taglia un quadrato di cielo.

Stridi di rondini neri nei mattini passano
si sgombra la scenacanta l’azzurro –
passano aquile grandi grandi con le ali
tra le trombe dorate del sole alto –
angeli a stormi al tramonto appaiono fuggono
candidi profilati di bagliori rosei –
nel prato delle stelle che sventolano veli
scivolano sciami lunghi d’animescompaiono.

A notte fonda si spengono tutte le stelle
nulla si muove sulla scena nera –
tutti i pensieri profondi degli uomini s’addensano
nell’immenso quadrato del cielo
sfumava la cornice nel nero dell’infinità
cadono le pareti e la prigione è scomparsa –
tutti i canti gravi e acuti del mondo
accolgono l’anima libera signora.

Vetrate, 1.

Piccoli uccelli dell’Ovest
spinti dal fumigare delle rose
dentro un piovere di petali fitto,
di là dalla pioggia son veli di sole.

Ogni coda ha nove penne
ogni penna ha nove colori
gli uccelli dell’Ovest
sono novantamila.

Una penna è caduta su una zattera
un’altra posa sul fumo rosa
una naviga in mezzo alle viole
ma l’ultima penna serpeggia tra i primi veli di sole.

Pioggia obliqua delle violazzurre
volo obliquo dei piccoli uccelli
non la notte li scompiglia
nessun’alba li dissolve.

E in cima a tutto c’è il Sole.
Addosso al sole
sta la cornice di ferro
rigida.
❦ Il purosangue · Massimo Bontempelli
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