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L’Italia sepolta sotto la neve
Brucia Sicilia Sardegna
brucia Calabria
da bosco a bosco da uomo a uomo
brucia l’ulivo
guarda il fuoco del bosco l’acqua il bosco
qualcosa nel fuoco apre la pioggia
fantasmi sui tetti
aspettano i secoli
toccandoli col dito.
La terra di tombe appena scoperte fuma nel suo inferno
perduto.
L’urlo dei maiali nel silenzio del mare
quando è l’ora di strappare le stelle prima del sonno
ma più
Cadono alberi cadono soldati in un combattimento
Porto con me in un bagaglio il mio popolo di pensieri
Mentre il progresso ara la schiena della terra la svena
tutti tremano all’idea di andare a Sacile...
Chi ha mai pianto
per la morte di un elefante
sotto il sole
nel mare d’erba africano?
Precipitosa arriva
con tre cavalli la luna viaggiatrice
pioggia neve il compagno destino ma
sassi arrotolati dal fiume sono loro nemici
così si arresta...
Ho sentito il sangue urlare ed era il vento grintoso sulla montagna
Fra alberi di mille anni.
Cosa posso raccontare? Progressivamente ho visto
distruggere il mondo e il mondo ritornare comporre
le penne stendere
il grande lenzuolo del mattino sulle montagne e
aspettare. Anch’esso aspettare.
L’ho visto.
Si
Certamente ho veduto l’ultimo barlume di una sera qualunque
ho stretto in mano un’alba che palpitava bagnata il mattino di
martedì 28 novembre
prima che nella circonvallazione stretta da una nebbia feroce
spegnessero i lampioni
ho letto da qualche parte che forse è necessario aspettare.
Non con pazienza però
Dentro la tempesta che rumigava un
altro grande tema era quello dell’amore
(fra me e te o fra gli uomini in generale
è le donne, naturalmente)
un altro grande tema era quello dell’amore.
o della sopravvivenza
fra i rami di questa foresta un poco pietrificata.
Ma l’alba è appena spuntata
l’alba spunta
arriva un cacciatore con un suo malcelato furore contro
tutti gli uccelli e cominciò
a buttare fuoco contro ogni ombra in volo
crivellare il cielo
così 1] tema dell’amore non si poté per il
momento affrontare e decadde fino
a essere dimenticato
DOVE I NEMICI DI UN TEMPO?
dove gli uomini dalle lunghe barbe con le alte spade
e gli occhi forano il cielo lanciando le fiamme?
Oggi erra l’ombra dei topi
fra le foglie che neanche l’autunno
chiama più con amore.
Dice il signor D’Aubigné sono queste le meraviglie?
Solo un vecchio può essere colpito al cuore
da un colpo di fucile?
Non abbiamo più nemici
siamo uomini spenti.
Che vita è questa?
Immanuel Kant muore
sospendiamo la partita dice il signor D’Aubigné
sospendiamo il gioco delle ombre
oggi sotto lo striscione d’arrivo cadiamo nell’eternità.
Chiedo alle rondini di tornare
se viene meno la speranza
sia chiara l’attesa
sia giusto l’ordine di migrare.
Durante il concerto rock e la musica da vedere le
piume degli angeli feriti a morte cadono con la neve
intanto un aereo sperduto urla rompendo il ghiaccio del cielo e
cerca aiuto.
Qua tutti dormono profondamente
sopra la notte stesa da monte a monte si può scrivere con
il pennello rosso
e
Mirage 4000 (France)
FSG (Usa) prezzo 4 miliardi
F 16 (Usa) abbastanza imponente per scoraggiare
abbastanza forte per vincere
trattasi di aerei per il combattimento
Dal 1946 a oggi 120 conflitti aperti per il mondo.
ci sono più mitra che ombrelli.
Gli elicotteri si abbassano
cercano i dispersi
con le luci
cercano cercano.
Cercano u’ leccasapone
È in atto la scancellazione del presente.
O del passato prossimo.
È in atto la scancellazione del passato tutto intero.
Quindi vecchio. Absolument. E in atto
la scancellazione generale si cerca di sovrapporre l’
armatura di un linguaggio comune
mimetizzato da giovane grido
un linguaggio disincantato.
Piacente primavera.
Pixies sortivano leggere.
Germania germania germania tornado d’Europa
canzone per un giorno
comincia la nuova guerra la nuova nevicata
i topi sono lì per accogliere la gente che scappa dal mondo.
Vulcano risvegliato
i fulmini sfuggono dalla mano
incenerisce la città incenerisce le sue trecce bionde
le trombe dei generali di antiche vittorie si scoperchiano.
Il giocatore di calcio dice germania germania
ahi, campione del mondo in questo luglio d’amore.
Anche a me sembra di morire un poco
grida il signor D’ Aubigné
questo è l’ultimo giorno del fiore del miele o del dolore.
Conoscevo Firenze una volta ma
sono francese
l’odore dell’ Arno fino ha segnato la corsa anche del mio tempo.
Ho affondato città ma non ho conosciuto il
cuore degli uomini prima della prima sconfitta
non credo che ci sarà la voce di un dio dopo la morte
le rondini dell’oblio portano la speranza
di un futuro molto breve.
Anche se beviamo l’oro del mondo
ogni giorno è composto dalle nostre mani.
I grandi spazi le antiche rivoluzioni.
Gli uomini all’erta, le donne con il fucile.
Le gru di ferro
abitatrici dei cieli
discutono con le nubi immobili e adirate.
Le lunghe sere d’inverno quando la partita è finita
dice il giocatore di calcio
suona precipitosa la tromba d’oro di Chet.
Il confine tra la vita e la vita è dunque la morte
è il canto di un uccello
il passero solitario sulla torre diroccata
la gazza ladra imbrigliata fra i ceppi
il merlo che non perde neanche una parola.
La città chiusa fra le mura rifiuta
l’accesso ai lebbrosi ai pellegrini stranieri.
Il tiro fu all’incrocio dei pali
i pali e la rete del sole che lento calava schiumando
hanno affrettato il tiro
il suo volo che finiva in oro.
La spiga in silenzio inclinata al vento
il piede benediceva il palo e la gente cantava.
n
Il giocatore di calcio corre lungo il filo di lana
il prato è bagnato
piove una pioggia leggera.
Deve arrivare la nave
da dove, da chissà
viene dall’ Africa, dall’ Asia
la nave deve arrivare
è una nave ma non arriva mai.
È un peccato è una vergogna
il pontile è deserto
il mare è senza navi
e 10 uomo sul molo
aspettare aspettare non posso più aspettare
la nave che dall’ Africa deve sempre arrivare.
Qua è la stessa menata
sempre la stessa finestra
non cambierà mai niente qua
la nave non arriverà —
quando tutto è già fatto già detto e
niente per me e per te potrà cambiare
cambierà.
Il giocatore di calcio ha
il catalogo delle navi
ancorate al porto. Non si muovono, arpionate al sole.
Le unghie del mare hanno intristito i colori, quel
mare senza sentieri.
Dice il giocatore di calcio non ho
più notizie dei miei dolci compagni
da quando ho lasciato la città in fiamme le mura
e oggi incomincia la partita.
Dieci anni fa le cose del mondo non erano uguali al presente
le giornate esplodevano in un baleno
si chiudevano in tempesta nel mondo del sole.
Con gli occhiali di plastica ahi oggi
osserviamo le guerre in un bicchiere.
Niente sarà come prima poi
qualunque cosa indossi
sei una farfalla africana con trenta colori.
Dice il signor D’Aubigné dopo Chernobyl
la mia vita non è stata più quella
le mandorle cadevano ai miei piedi le rondini
oh le rondini
le rondini volavano contro l’ombra di un cielo.
Il giocatore di calcio dice l’erba del prato
a calpestarla strideva
chiedeva aiuto il pallone perduto tra la nebbia.
Il signor D’Aubigné dice l’inverno
l’inverno non è una attesa delle rondini.
L’inverno è nebbia.
Il tempo della pace è una
attesa della guerra.
Il tempo del contendere prevale
sul tempo del quieto
operare,
delle verdi albe quiete, dei
rossi inquieti tramonti
quando solo la speranza è signora.
L’ora del sangue impera
là dove
la tromba del giudizio
chiama raduna sceglie e poi colpisce
prima che l’orizzonte del dubbio
apra le porte dell’Olimpo
colpendo il sole
e così
si continua.
L’alba non mi sfuggirà
e il suono che non vuole finire
mani alzate braccia alzate Jimi Hendrix arriva
‘con le babbucce di feltro
non lascia segno il suo andare venire
visi occhi suonano strumenti dimenticati
si lasciano accarezzare
la terra è piccola per un futuro
che non può imprigionare la mia ombra.
Ah madre quando parlo delle nuove battaglie
solo tu mi sai ascoltare — il dolore
è una lepre che corre.
Ordine di sequestro e sparizione
non ho saputo
Leggi un poco dovunque
non stancarti di chiedere e parlare
-- nei film gialli di gangsters americani
la vittima inseguita imbocca un vicolo stretto
e laggiù in fondo c’è un muro
un muro alto un muro insormontabile un muro
con cocci di bottiglia
-- la tensione è ricomposta da quell’ostacolo invalicabile
che si avvicina
mentre nella fanghiglia brulica un fanale
vedere
Ma in questo stupendo intrico del vivere
c’è troppa tempesta poco tempo nessuna soddisfazione
mentre aggiungono che la bellezza è andata perduta
e 10 — io confesso che sono stato felice in qualche momento.
Le macchine volanti piegano gli alberi segnati da un vecchio
fuoco
escono fra le foglie gli uomini del futuro
e un ragazzo albino siede davanti alle
pietre
accecato dalla luce
Non ho saputo leggerti mano avara.
Circondata dai cunicoli dai labirinti della vita
e da petali che così osannano
io sono un campo d’autunno
soldati e mendicanti tra i ruderi
- figura esclusa
dal gioco. Lei sola può. Lei è vestita
dalle carte, dal gioco dentro quel raso aperto
con gli occhi da greca.
Al limite di una foresta
nel silenzio sacrifica a un dio.
Nella polvere delle frane
cambiano corso uomini e donne in fuga
- tutto è rimandato
brucia
Passo dagli alberi ai sassi all’uomo
basta un suono o un piccolo stravolgimento per passare
dalle lucciole indifese agli uomini e navigare
o (dico) per passare dagli uomini a lui.
Ascolto con tanta attenzione che beccheggio.
Vulcano non c’entra. Però
bruciarsi le navi alle spalle non è male.
Si può scampare alla vita nella terra dei morti?
Il futuro non è già passato?
Poiché non c’è occasione per un solo grande dolore
assumo mille rimedi e medico le ferite della speranza
lascio cadere i miei occhi sulla brace
mi confronto con la spada del mondo.
Fondi burroni. Crepe. Mari improvvisi.
La colorazione della pianura è un giallo fradicio
un rosso gridato
talvolta si perde nel verde nel nero vacuo un nero grigio
il nero nero
nero sapiente e
prelude alla notte
Sul cofano della Mini Morris in corsa
il micidiale gelo del nord portato sul carro di vincitori impetuosi
è approdato in questa pianura con i fiori di vetro.
Il cuore è un guerriero con la lancia in mano
appassita dal vento di una tomba etrusca.
Vedere è meglio che ascoltare (anche Eraclito
lo dice in altro modo o forma). Vedere
il mare (non osservare il mare) è un atto completo
più che sentire il rumore del mare la voce del mare. Del
mare. L’eco del mare. Allora conviene
concordare con Fraclito, in questo caso, non
s
con Omero che dice il mare insonne.
Le navi di Ulisse corrono verso la tempesta che l’occhio
non vede l’orecchio ascolta in lampi
ogni nave arriva al naufragio al porto vicino il
porto è sempre agognato.
E la voglia di vivere che salverà il mondo
cantano
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L’Italia sepolta sotto la neve · Roberto Roversi
Libri