Poesie di questo tema
Compleanno
Giovanni Raboni
Il compleanno di mia figlia
Siano con selvaggia compunzione accese
le tre candele.
Saltino sui coperchi con fragore i due
compari di spada compiuti uno
sei anni e mezzo, l’altro cinque
e io trentaquattro e la mamma trentadue
e la nonna, se non sbaglio, sessantotto.
Questa scena non verrà ripetuta.
La scena non viene diversamente effigiata. E chi
si sentisse esule o in qualche
percentuale risulta ingrugnato
parli prima o domani.
Accogli, streghina di marzapane, la nostra sospettosa tenerezza.
Seguano come a caso stridi
di vagoni piombati, raffiche di mitragliatrice...
le tre candele.
Saltino sui coperchi con fragore i due
compari di spada compiuti uno
sei anni e mezzo, l’altro cinque
e io trentaquattro e la mamma trentadue
e la nonna, se non sbaglio, sessantotto.
Questa scena non verrà ripetuta.
La scena non viene diversamente effigiata. E chi
si sentisse esule o in qualche
percentuale risulta ingrugnato
parli prima o domani.
Accogli, streghina di marzapane, la nostra sospettosa tenerezza.
Seguano come a caso stridi
di vagoni piombati, raffiche di mitragliatrice...
Giuseppe Ungaretti
Auguri per il proprio compleanno
Dolce declina il sole.
Dal giorno si distacca
Un cielo troppo chiaro.
Dirama solitudine
Come da gran distanza
Un muoversi di voci.
Offesa se lusinga,
Quest’ora ha l’arte strana.
Non è primo apparire
Dell’autunno già libero?
Con non altro mistero
Corre infatti a dorarsi
Il bel tempo che toglie
Il dono di follia.
Eppure, eppure griderei:
Veloce gioventù dei sensi
Che all’oscuro mi tieni di me stesso
E consenti le immagini all’eterno,
Non mi lasciare, resta, sofferenza!
Dal giorno si distacca
Un cielo troppo chiaro.
Dirama solitudine
Come da gran distanza
Un muoversi di voci.
Offesa se lusinga,
Quest’ora ha l’arte strana.
Non è primo apparire
Dell’autunno già libero?
Con non altro mistero
Corre infatti a dorarsi
Il bel tempo che toglie
Il dono di follia.
Eppure, eppure griderei:
Veloce gioventù dei sensi
Che all’oscuro mi tieni di me stesso
E consenti le immagini all’eterno,
Non mi lasciare, resta, sofferenza!
Paolo Buzzi
Compleanno XLVI
Signore, che ho fatto della tua giornata?
L’ho dissipata minuto per minuto,
come un fanciullo distratto;
quello che tu m’avevi messo in petto
l’ho taciuto e ho detto
le parole vane, quelle degli altri.
Abbi misericordia del tuo servo.
Non lo chiamare davanti alla tua voce.
E, se muoio,
se mi addormentò,
oh destami Tu prima dell’ aurora,
ch’io possa servirti ancora.
L’ho dissipata minuto per minuto,
come un fanciullo distratto;
quello che tu m’avevi messo in petto
l’ho taciuto e ho detto
le parole vane, quelle degli altri.
Abbi misericordia del tuo servo.
Non lo chiamare davanti alla tua voce.
E, se muoio,
se mi addormentò,
oh destami Tu prima dell’ aurora,
ch’io possa servirti ancora.
Vittorio Sereni
Altro compleanno
A fine luglio quando
da sotto le pergole di un bar di San Siro
tra cancellate e fornici si intravede
un qualche spicchio dello stadio assolato
* quando trasecola il gran catino vuoto
a specchio del tempo sperperato e pare
e non si sa che altro un altro anno prepari
passiamola questa soglia una volta di più
’° sol che regga a quei marosi di città il tuo cuore
e un’ardesia propaghi il colore dell’estate.
da sotto le pergole di un bar di San Siro
tra cancellate e fornici si intravede
un qualche spicchio dello stadio assolato
* quando trasecola il gran catino vuoto
a specchio del tempo sperperato e pare
e non si sa che altro un altro anno prepari
passiamola questa soglia una volta di più
’° sol che regga a quei marosi di città il tuo cuore
e un’ardesia propaghi il colore dell’estate.