Plenilunio a

Calore d’esangue notte,
all’onda remota dell’aria
ai suoi vaghi pensieri
l’anima ascolta,
’ passano i lumi alle terrazze, il cielo...

il cielo sorge da lontano,

riverbera solitario amore
di mari morti e sereni.

Remoto nel sogno lunare
si spalanca un mattino di vette
e case limpide argentee
sgusciano al cielo
in mondi di tenero fiato.

Desetrta in vuoto candore
al cheto villaggio d’infanzia
terra del dolce sogno:
azzurri carri di neve
salivano ai monti pallidi
e la notte era un vano chiamare
2? nell’eco perduta dei morti.
Condividi

Commenti (0)

Accedi per pubblicare un commento.

Ancora nessun commento. Sia il primo a commentare.