Genio delle città di statue pietrificate
e dei Templi scolpiti nella roccia viva;
delirio interno delle Pagode
di rubini e topazi e perle e zaffiri;
jungle d’ebano e di sapan e d’attar e di bambù:
effluvio di the, di rosa e d’oppio:
anima ventilata dal pulviscolo elettrico dei cotoni,
canoro Dio dei traffici d’indaco sui mari blu:
Imperatore cinico e cinematografico
a cavallo dei mondi di colore:
Europa, India, Persia, Cina, Malesia: demoniaco
delle forze erotiche ed eroiche:
cantano gli animali
l’ebbrezza servile: l’uomo comico e padrone
stupra la locomotiva
e singhiozza un suo lirico rutto a guizzi di violino:
cosmopolita laburista militare
inforchi, o Poeta,
l’elefantiaco Mostro ultramoderno
e ti scaraventi in potenza a descrivere
con inchiostri di sangue e d’acqua di carbone
le Apocalissi meccaniche nuovissime
dove i serpenti dell’Eden s’aggroppano
al gangliame d’acciaio frenetico delle officine.
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