Quattro Poesie
I treni che languivano una volta
sono muti oramai. Mia vita, è stolta
la tua fame testarda. E solo, e svolta
nella strada notturna l’operaio
con la sua tosse a fine di febbraio.
Il
Non era la città dove la sera
ebbro cantavo fra le sparse luci
sopra la dolce umidità del fiume.
Adesso un biondo sole sulla nera
bottega di mio padre par che bruci
la nostra assenza. E non ritrovo il fiume.
Il
Non moriva la luce ove un soldato
solitario sedeva a un parapetto.
Alla campagna volgeva le spalle
se non veniva la triste compagna.
Il sole ci teneva insieme assorti:
morti eravamo e senza alcun sospetto.
IV
Forse invecchio, se ho fatto un lungo viaggio
sempre seduto, se nulla ho veduto
fuor che la pioggia, se uno stanco raggio
di vita silenziosa ... (gli operai
pigliavano e lasciavano il mio treno,
portavano da un borgo a un dolce lago
il loro sonno coi loro utensili).
Quando giunsi nel letto anch’io gridai:
uomini siamo, più stanchi che vili.
sono muti oramai. Mia vita, è stolta
la tua fame testarda. E solo, e svolta
nella strada notturna l’operaio
con la sua tosse a fine di febbraio.
Il
Non era la città dove la sera
ebbro cantavo fra le sparse luci
sopra la dolce umidità del fiume.
Adesso un biondo sole sulla nera
bottega di mio padre par che bruci
la nostra assenza. E non ritrovo il fiume.
Il
Non moriva la luce ove un soldato
solitario sedeva a un parapetto.
Alla campagna volgeva le spalle
se non veniva la triste compagna.
Il sole ci teneva insieme assorti:
morti eravamo e senza alcun sospetto.
IV
Forse invecchio, se ho fatto un lungo viaggio
sempre seduto, se nulla ho veduto
fuor che la pioggia, se uno stanco raggio
di vita silenziosa ... (gli operai
pigliavano e lasciavano il mio treno,
portavano da un borgo a un dolce lago
il loro sonno coi loro utensili).
Quando giunsi nel letto anch’io gridai:
uomini siamo, più stanchi che vili.