Alla sorella
Gli aghi dei pini tremolanti, e un sole
di fanciullezza con inerme cuore
vani per la campagna,
fu piccolo, poi nulla. Una farfalla
oggi vola sui mirti. Infanzia torna,
a girotondo la piccola gonna
danzante; ahi, come neve
bevuta ai monti è dall’azzurro lieve.
Quel tuo volto più macero, quel tuo
soffrire, e l’esser madre, e nell’oscuro
giacinto odor dell’ombra
lo sfuggir del tuo sguardo, che asseconda
la mia tristezza: credi tu che mai
più noi saremo felici? lo vedo mari
ininterrotti a sponda
di questa breve vita; io vedo l’onda
già verde, l’alba, e l’isola che perde
la sua tristezza, e l’alte cime accende
a un sol che non tramonta;
vedo tra i rami, e sembra si nascondano,
i trattenuti pianti che tu ami,
stormi d’uccelli di sui campi grami
della terrestre sera,
splendidi e in dubbio la miriade nera.
di fanciullezza con inerme cuore
vani per la campagna,
fu piccolo, poi nulla. Una farfalla
oggi vola sui mirti. Infanzia torna,
a girotondo la piccola gonna
danzante; ahi, come neve
bevuta ai monti è dall’azzurro lieve.
Quel tuo volto più macero, quel tuo
soffrire, e l’esser madre, e nell’oscuro
giacinto odor dell’ombra
lo sfuggir del tuo sguardo, che asseconda
la mia tristezza: credi tu che mai
più noi saremo felici? lo vedo mari
ininterrotti a sponda
di questa breve vita; io vedo l’onda
già verde, l’alba, e l’isola che perde
la sua tristezza, e l’alte cime accende
a un sol che non tramonta;
vedo tra i rami, e sembra si nascondano,
i trattenuti pianti che tu ami,
stormi d’uccelli di sui campi grami
della terrestre sera,
splendidi e in dubbio la miriade nera.