L’amor fa una donna amare

L’amor fa una donna amare.
Dice: “Lassa, com faragio?
Quelli a cui mi voglio dare
non so se m’à ’n suo coragio.
Sire Dio, che lo savesse
ch’io per lui sono al morire,
o c’a donna s’avenesse:
manderia a lui a dire
che lo suo amor mi desse,

Dio d’amor, quel per cui m’ài
conquisa, di lui m’aiuta;
non t’è onor s’a lui non vai,
combatti pur la renduta.
Dio! l’avessero in usanza
l’altre di ’nchieder d’amare!
chio inchiedesse lui d’amanza,
ché nà tolto lo posare;
per lui moro for fallanza.

Donne, no ’l tenete a male,
s’io danneo il vostro onore,
ché ’l pensier m’à messa a tale
convenmi inchieder d’amore.
Manderò per l’amor mio,
saprò se d’amor mi ’nvita;
se no gliela dirabo io,
la mia angosciosa vita.
Lo mio aunore non disio.”

‘Madonna, a vostre belleze
non era ardito di ’ntendre;
non credea che vostre alteze
ver me degnassero iscendre,
A voi mi do, donna mia,
vostro son, mio non mi tegno,
mio amor coral in voi sia;
fra tutto, senza ritegno
mettomi in vostra balifa.?

“Deo! como mi fa morire
l’omo a cui mandai il messagio!
Domandomi che vuol dite,
Quando in zambra meco l’agio
non me ne de’ domandare.
Drudo mio, aulente più c’ambra,
ben ti dovresti pensare
perché’i’ òti co meco in zambra;
sola son, non dubitare.”

‘Dimmi s’è ver l’abrazzare
che mi fai, donna avenente,
ché si gran cosa mi pare,
creder no ’l posso neiente.’
“Drudo mio, se Dio mi vaglia
ch’io del tuo amor mi disfaccio,
merzé, non mi dar travaglia!
Poi che m’ài ignuda in braccio,
meo sir, tenemi in tua baglia!”
Anonimo
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