Da Ritornando

Spine crudeli, confitte vi porto nel cuore, nel pigro
mio cuor, che lento e freddo pulsa, che non più balza

fiero in sull’albe di giugno, gridandomi: lèvati, ferve
l’estate, e Bice t’attende al sol. Volavo,

come alla corsa incitato polledro, le chiome scomposte
dando alla brezza, il viso tergendo alle rugiade

pure. Seguendo le verdi tue tracce pei colli chiomati
di selve, o Bice, andavo; e guida Amore

m’era. Le candide braccia tu, fragrante, m’aprivi e
ai baci miei le molli umide labbra.

Lieve la man tra la bionda lanugin, tra’ fulvi capelli
m’insinuavi, e a noi dintorno il gran fioriva

alto. Fuggite veloci lontano da me, nell’occaso
fiammante, o colli; e voi fuggite, o miei ricordi.
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