I platani del viale
fanno da paralume
al lampione, ritagliano
foglie sul mio lettino –
nel buio conto le pecorine...
se gioco se parlo se mangio
neanche me ne accorgo però
non è la prima volta
che lo sento ingigantire.
Mi si chiudono gli occhi
e non riesco a dormire
temo che si addormenti
anche il respiro; lo spio
lo trattengo ne ho terrore
torna respiro torna! fin-
ché un soffio dopo l’altro
l’inciampo si attenua
la mente si distrae...
Il respiro ritorna abituale.
Che bellezza scaricare tutto sull’inconscio!
purché l’inconscio lo si lavi in famiglia
si può uccidere il padre fottere la madre
La psicoanalisi è una indagine borghese
un processo simbolico tanto rispettabile
(conta il denaro la cura è interminabile)
Fughe e censure sono piaceri da narciso?
un murarsi dentro la scena familiare
che l’uomo di fabbrica l’uomo della terra
neanche sospettano—per i subalterni
vale ancora la vecchia coscienza
La mano sul ramo
sulle tette sul coso
sull’oro e trac!
chi non tira al suo vantaggio?
ho colto la vita dall’albero
di ogni frutto ho fatto conserva...
quello che è stato è stato
Il curriculum è aperto: facile
dire che è tutto uno scialbo
museo maniacale comodo dire
che ho perso la faccia che ho
accomodato a mio modo la storia –
in giro se ne parla per parlare
Da uomo d’ordine
che dell’ordine del mondo
ha una sua fondata opinione
devo tener conto che dopo la grande
dopo la mondiale è nell’aria
una terza universale – tanta
energia compressa dovrà pure espandersi!
Voli di bandiere stragi araldiche
le pulsioni più coatte
scaricate sugli inermi in ogni dove
nel Laos nel caos
magari un’isoletta un quarto turca
il resto greca – un disegno autoritario
Biogeneticamente pare
non ho di che vantarmi
(e i traslati le metafore?
bello come un giglio
sant’Antonio lis de France...
il vergine il pudico scala
al bianco
Mi gestisco mi appartengo
ora tendo al bordello ora
dipendo dalla famiglia amo
la donna serva (oh! il turchinetto
da bucato un rifarsi in sogno
amabilmente candido
Ho un carattere dominante
e dovrei cambiare? so so
che la mutazione è legge
fondamentale per averla
studiata sui conigli le piante
(metti nero su bianca
verrà fuori un meticcio
Una buona dentiera cannibalesca
e la carriera è aperta
titoli & azioni / burro & cannoni
nel lavoro sempre prima il profitto
(il privato è diverso dal sociale
anche se crea disagio in fabbrica
Un domenicano lunedì mi ha detto
«A ben guardare badi bene mi dia retta
il marxismo non è che un’eresia cristiana»
io ho provato a sciacquarmi la bocca
ma è un detersivo che ti mangia il tartaro
e dalle gengive gronda rosso (tutto sommato
un’esperienza deviante volevo fare contenta mia figlia
Notti in bianco
in solitudine davanti un bicchiere
in un pallore di luna funesto
albeggiare di tracce mnestiche
tra ornamenti e maschere...
(ti viene da piangere
Se ho un rimpianto è per le colonie
il mercato delle schiave un paio di moretti a letto
l’incontro con Livingstone i ladri con le mani mozze
il Congo di Leopoldo la Libia di Graziani le missioni
il mondo a nostra immagine ah l’Africa!
non c’è più in giro un mercenario
molto è perduto anche il guadagno facile
(Ho notato che la gente di colore
non suda affatto Io me ne sto sdraiato
ciononostante traspiro sempre Che sia
una questione di pelle?
di una cosa vado fiero
della mia razza
Da quando viaggio meno e vivo ritirato
mi lustro l’onore mi lavo il cervello
depongo fiori d’arancio in devozione
ai piedi del mio busto d’alabastro
somigliantissimo (dentro l’albume
di quegli occhi smorti
vegeta un sesso cagliato
Finirò con la benda sotto il mento
avvolto in un sudario rigido oltre il dovuto
l’ostia rappresa tra la lingua e il palato
e le mie ossa biancheggeranno
come frammenti di marmo pario
mentre l’Europa invasa...
Quello che è stato è stato
Saprò annodarmi la cravatta a farfalla?
bilanciare d’un sol colpo le bretelle
dietro le spalle? questo non altro
diceva il me stesso turbato quando
il mattino saltavo piedi nudi sul loro letto
e assistevo al rito
accucciato nello stampo ancora caldo
ignorando la mamma cui stavo accanto
per il papà riflesso nello specchio
col rasoio a mano libera su una guancia insaponata –
stranamente quel gesto veloce
mi ridava la stessa fiducia
della volta che mi tenne ben saldo tra le gambe
che mi tolse in due colpi le tonsille
e un fiotto del mio sangue
si rovesciò sullo specchio frontale
per un attimo accecandolo.
Tra cent’anni forse meno
in mezzo a gente di piazza gialla e nera
che mal ti sopporta perché manchi di pigmento
quando qualcuno si volterà sorpreso
dicendo—Toh guarda un bianco!
e a quel richiamo d’inferiorità nel segno
del diverso (pregiudizio o vicolo cieco)
si stringeranno minacciosi intorno
ci sarà pure una voce più savia
che la spunterà ridendo—Via
non esageriamo! in fondo
ha qualcosa di umano ...
II
Il coltello di Bruto
affonda nella tunica lavata di fresco
Cesare in posa guarda con sdegno
appena addolorato
le sue ali di sparviero hanno un sussulto
La telecamera avanza in P.P.P.
per milioni di occhi fissi al video
poi panoramica sulla pozzetta
di sangue blu (gens Julia)
che tinge il travertino smacchiabile del Foro
III
Gesù nei secoli dopo Ravenna
dopo Bisanzio è un bel giovanotto
di tipo germanico
sicuramente
i pagani erano più scuri
IV
Il prigioniero
dalle percosse reso cieco
muto e offeso nell’udito
costretto a scavarsi la fossa
prima che gli passino sopra
una mano di calce trova ancora
la forza di migrar in un qualcosa
che gli appartiene mentre assiste
fisicamente alla sua fine
V
L’operaio del reparto forni
che la colata liquidò in un fiat
probabilmente era distratto
forse esaurito certo incurante
del normale limite di sicurezza
Altrettanto normale che l’inchiesta
deplori l’infortunio (morte
siffatta non è una mosca bianca)
ma si può chiedere di aver riguardo
al capitale?
VI
Immaginaria gravida dietro una fiomba?
di corsia faticavano a tenerla
con bende e lacci sulla branda—Leda
a gambe larghe che delira per un cigno in càmice
Quando inondandola il liquido agì
da calmante cadde in un sonno
metamorfico e il suo ventre
si decontrasse dando alla luce
un uovo subito dischiuso all’urto
di due gemelli su cavalli bianchi
figli suoi! da allattare
con le mammelle turgide di disinfettante
VII
Chi ti richiede? a che punto è
la curva della domanda di mercato
per la tua opera di artista?
il talento non è un bene standard
oggi però quello che conta è il pronto
uso (sapersi rinnovare ogni stagione)
così a chi gode di un reddito elevato
è garanzia la firma sulla biacca!
sotto due fori un taglio tre vocali
e l’arte povera è quotata in Borsa?
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Amica mia nemica · Nelo Risi
Libri