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Lezione di fisica e fecaloro
Elio Pagliarani
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Lezione di fisica e fecaloro

La pietà oggettiva

Lei personalmente non è che faccia pena, anzi
ma fa rabbia vedere come una
si butta via così. Quanta violenza
scatenata su sé, quanta passione di bruciare in fretta
senza averne sospetto od ambirne ragione.

E lei da tempo non fa pena
anzi discosta, paralizza, perché pena
presuppone una sorte che tu senta
compagna, che ci sia un’equivalenza
accetta, la serie dei possibili impostata
come gli addendi in somma, che il totale
non muta se mi trovo io al tuo posto.

Ma non capisci che ogni sua bugia
non è menzogna e che perciò m’offende?

(Non mi lascia nemmeno da percorrere
la strada opposta.) Lo snack bar in galleria
è adattissimo a un saluto distaccato
fu lì che la lasciai – se parlo di Lucia.
Mi disse vado in Francia ero offeso indignato
nell’abito da ballo con un fiore d’organza slabbrato sul petto
le consigliai di toglierlo mi disse non posso perché copre uno
[strappo
quando veniva a dormire a casa mia
a mezzogiorno si usciva insieme il portiere
chissà cosa pensava con quell’abito da ballo.

Lo vedi anche tu
siamo in un ottocento d’appendice, non si può cavarne una storia
nemmeno da mettere in versi: ci sono esperienze
che non servono a niente che si inscrivono
come puro passivo.

Ma non è per Lucia
questo discorso (sembra una studentessa, un volto di Tiziano
raccomandami all’Embassy voglio ballare da entraîneuse ed ora
già scattata la tagliola infantile ti appesta)
o per Camillo Bendandi che si spende
per eccitarsi in solitudine, o Rinaldo o la scura Garibalda

come i matti che fanno pietà
ma alla lontana, in manicomio
il matto singolo va rinchiuso e basta
c’è di bello che loro se ne fregano

autolesionismo – pensa alle madri! – quale componente
di questa società: ecco il discorso. E l’offesa
per non potere per dovere riconoscersi.

Come offende d’inverno incontrare le notti alla stazione del
[verziere
gli addormentati sul lastrico, da sentire il bisogno
d’affrettare il passo spazzolare il cappotto chiedere
perché non mi assaltano?

Non è lo stesso? Ho scantonato? Dovrei insistere
coi trofei di Lucia irridenti nel mio bagno?
Meglio sciupare la composizione
con un brutto commiato. Certo
qui non si salva la tua né la mia faccia
vorrei vedere che non fosse così
che si compisse nei versi la catarsi che bastasse
questa pietà oggettiva che ci agghiaccia.

Lezione di fisica

Lezione di fisica

a Elena

Cominciò studiando il corpo nero
Max Planck? all’inizio del secolo (dispute se era il principio o
[la fine
del secolo), le radiazioni del corpo nero nella memoria
del 14 dicembre 1900
bisognava supporre che quanti! d’azione
[fossero alla base
dell’energia moltiplicata per il tempo
Elena oh le sudate carte la
[luce
è una gragnuola di quanti, provo a dirti che esiste opposizione
fra macrofisica e microfisica che il mondo atomico delle
[particelle elementari
è studiato dalla meccanica quantistica —scuola di Copenaghen—
e da quella ondulatoria del prinicipe di Broglie che ben presto
[fisici
si accorsero come le due nuove meccaniche benché basate su
[algoritmi differenti
siano in sostanza equivalenti: entrambe negano
negano che possano esistere precisi rapporti di causa e effetto
affermano che non si può aver studio di un oggetto
senza modificarlo
la luce che piomba sull’elettrone per illuminarlo

E io qui sto
e io qui sto Elena in gabbia e aspetto
il suono di un oggetto la comunicazione dell’effetto
su te, delle modifiche
Non sono io
che ti tradisco, chi ti prende alla gola è la tua amica
la vita
To cosa vuoi se tiene duro il muscolo cardiaco
è ormai provato che sono una pellaccia, mi tingerò i capelli
[Einstein piuttosto
e la sua chioma, te lo immagini quando dovette prendere la
[penna
scrivendo a Roosevelt “Caro presidente, facciamola
l’atomica, sennò i nazi l’azione dell’energia
dell’energia moltiplicata per il tempo l’epistassi
anzi il sangue dal naso, diceva Pasquina alla tua età, il sangue
[dal naso che ti libera

Se si vuol sapere se A è causa dell’effetto B
se il microggetto in sé è inconoscibile
se l’onda di de Broglie per i fisici di Copenaghen
non è altro che l’espressione fisica della probabilità posseduta
dalla particelle di trovarsi in un luogo piuttosto che in un altro
[onda cioè generata
dalla mancanza di un rigoroso nesso causale in microfisica
Perciò l’atomica
per la legge dei grandi numeri la probabilità tende alla certezza
Perciò l’atomica

Poi la teoria dell’onda pilota e quella, così cara al nostro tempo
della doppia soluzione, e se esiste il microggetto in sé, se la
[materia
può risponderci con un comportamento statistico
Dio gioca ai dadi"
con l’universo? E se la terra
ne dimostrasse il terrore?

Non gridare non gridare che ti sentono non è niente mentre
[graffio una poltrona
Herman Kahn ha già fatto la tabella
delle possibili condizioni postbelliche, sicché 160 milioni di
[decessi in casa sua
non sarebbero la fine della civiltà, il periodo necessario per
[la ripresa economica
sarebbero 100 anni; va da sé che esiste, egli scrive, un ulteriore
[problema
quello cioè se i sopravvissuti avranno buone ragioni
per invidiare i morti
Quanta gioia mi dai quando ti stufi
di me, quando mi dici se scriverai di me dirai di gioia
e che sia gioia attiva, trionfante, che sia una barzelletta
spinta, ’° magari
L’odore delle erbe di campagna nel piatto da
[Cesaretto’ rughetta
pimpinella un’insalata d’erbe della terra tenere espansive
[degli umori
il cielo di qui che interviene sulla gente compresente orizzontale
e tu e tu ognuno cui ti inviti a ballare ti accende
gli occhi e si fa bello e cresce
vino rosso
capriole con lancio di
[cuscini
nella mia stanza

Ma cosa credi che non sia stufo anch’io di
[coabitare
con me la mia faccia la mia pancia
anche in noi c’è dentro la voglia
di riassuefarci alla gioia, affermare la vita col canto

[tentazione
perché l’opposizione agisca da opposizione e abbia i suoi
[testimoni.
❦ Lezione di fisica e fecaloro · Elio Pagliarani
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