Ancora da Savonarola. Le cose spirituali
Le cose spirituali
Le cose spirituali non hanno bisogno del corpo
in quanto all’essere, come l’ Angelo e l’anima dell’uomo
non hanno bisogno del corpo in quanto all’essere;
ma gli animali hanno bisogno del corpo in quanto all’essere
perché è in loro morto il corpo morta l’anima;
l’anima dell’uomo ha bisogno del corpo in quanto
all’operare, benché non in quanto all’essere.
Iddio adunque a chi ha bisogno di corpo gli dà el corpo.
Adunque hanno bisogno di corpo gli operai.
I goliardi delle serali in questa nebbia
I goliardi delle serali in questa nebbia
hanno voglia di scherzare: non è ancora mezzanotte
e sono appena usciti da scuola
«Le cose nuove e belle
che ho appreso quest’anno» è l’ultimo tema da fare,
ma loro non si danno pensiero, vogliono sempre scherzare.
Perché il vigile non interviene, che cosa ci sta a fare?
È vero però che le voci son fioche e diverse, querule anche nel riso,
o gravi, o incerte, in formazione e in trasformazione,
disparate, discordi, in stridente contrasto accomunate
senza ragione senza necessità senza giustificazione,
ma come per il buio e il neon è la nebbia che abbraccia affratella
[assorbe inghiotte
e fa il minestrone,
e loro ci sguazzano dentro, sguaiati e contenti
– io attesto il miglior portamento dei due allievi sergenti,
il calvo in ispecie, che se capisce poco ha una forza di volontà
militare, e forse ha già preso il filobus.
Quanta pienezza di vita e ricchezza di esperienze!
di giorno il lavoro, la scuola di sera, di notte schiamazzi
(chi sa due lingue vive due vite)
di giorno il lavoro la scuola di sera, – non tutti la notte però
[fanno i compiti
e non imparano le poesie a memoria, di notte preferiscono fare
[schiamazzi,
nascondere il righello a una compagna
e non fanno i compiti
– ma non c’è nessuno che bigi la scuola
sono avari
tutti avari di già, e sanno che costa denari denari.
I Nell’insipienza mia dico
Nell’insipienza mia dico che mi bisogna parlare.
Costoro dicono che è beato chi ha roba.
Quelli sei con la mannaia in mano furono tutti angeli.
Il Ma le scritture e le figure dipinte
Ma le scritture e le figure dipinte
ti sembrano in rapporto col tempo
presente e passato, e non col futuro?
O vuoi intendere invece
nel senso che tutte queste figure
sono rivolte in attesa al futuro? E che noi,
per tutta la vita, siamo sempre pieni
di attesa e di speranza? Ma vi sono ancora
quelle immagini dipinte. E c’è chi arriva a vedere
Oro.
IX Allora, se il divenire non possiede
Allora, se il divenire non possiede
stabilità alcuna, in che modo potrai mai
in qualche misura diventare affidabile e sicuro?
In nessun modo credo. Ma così non è possibile
atto mentale puro, scienza nessuna è possibile
del divenire; nulla che possiede in sé
le stimmate del vero.
La pietà oggettiva
Lei personalmente non è che faccia pena, anzi
ma fa rabbia vedere come una
si butta via così. Quanta violenza
scatenata su sé, quanta passione di bruciare in fretta
senza averne sospetto od ambirne ragione.
E lei da tempo non fa pena
anzi discosta, paralizza, perché pena
presuppone una sorte che tu senta
compagna, che ci sia un’equivalenza
accetta, la serie dei possibili impostata
come gli addendi in somma, che il totale
non muta se mi trovo io al tuo posto.
Ma non capisci che ogni sua bugia
non è menzogna e che perciò m’offende?
(Non mi lascia nemmeno da percorrere
la strada opposta.) Lo snack bar in galleria
è adattissimo a un saluto distaccato
fu lì che la lasciai – se parlo di Lucia.
Mi disse vado in Francia ero offeso indignato
nell’abito da ballo con un fiore d’organza slabbrato sul petto
le consigliai di toglierlo mi disse non posso perché copre uno
[strappo
quando veniva a dormire a casa mia
a mezzogiorno si usciva insieme il portiere
chissà cosa pensava con quell’abito da ballo.
Lo vedi anche tu
siamo in un ottocento d’appendice, non si può cavarne una storia
nemmeno da mettere in versi: ci sono esperienze
che non servono a niente che si inscrivono
come puro passivo.
Ma non è per Lucia
questo discorso (sembra una studentessa, un volto di Tiziano
raccomandami all’Embassy voglio ballare da entraîneuse ed ora
già scattata la tagliola infantile ti appesta)
o per Camillo Bendandi che si spende
per eccitarsi in solitudine, o Rinaldo o la scura Garibalda
come i matti che fanno pietà
ma alla lontana, in manicomio
il matto singolo va rinchiuso e basta
c’è di bello che loro se ne fregano
autolesionismo – pensa alle madri! – quale componente
di questa società: ecco il discorso. E l’offesa
per non potere per dovere riconoscersi.
Come offende d’inverno incontrare le notti alla stazione del
[verziere
gli addormentati sul lastrico, da sentire il bisogno
d’affrettare il passo spazzolare il cappotto chiedere
perché non mi assaltano?
Non è lo stesso? Ho scantonato? Dovrei insistere
coi trofei di Lucia irridenti nel mio bagno?
Meglio sciupare la composizione
con un brutto commiato. Certo
qui non si salva la tua né la mia faccia
vorrei vedere che non fosse così
che si compisse nei versi la catarsi che bastasse
questa pietà oggettiva che ci agghiaccia.
La ragazza Carla (11,; fl 2; IL 5)
Chi c’è nato vicino a questi posti
non gli passa neppure per la mente
come è utile averci un’abitudine
Le abitudini si fanno con la pelle
così tutti ce l’hanno se hanno pelle
Ma c’è il momento che l’abitudine non tiene
chissà che cosa insiste nel circuito
o fa contatto
o prende la tangente
allora la burrasca
periferica, di terra,
il ponte se lo copre e spacca e qualcheduno
può cascar sotto
e i film che Carla non li può soffrire
un film di Jean Gabin può dire il vero
è forse il fischio e nebbia o il disperato
stridere di ferrame o il tuo cuore sorpreso, spaventato
il cuore impreparato, per esempio, a due mani
che piombano sul petto
Solo pudore non è che la fa andare
fuggitiva nei boschi di cemento
o il contagio spinoso della mano.
È dalla fine estate che va a scuola
Guida tecnica per l’uso razionale
della macchina
la serale!
di faccia alla Bocconi, ma già più
Metodo principe
per l’apprendimento
della dattilografia con tutte dieci
le dita
non capisce se è un gran bene, come pareva in casa,
spendere quelle duemila lire al mese
Vantaggi dell’autentico
utilità fisiologica, risultato
duraturo, corretta scrittura
velocità resistenza
PIANO DIDATTICO PARAGRAFO PRIMO
La scuola d’una volta, il suo grembiule
tutto di seta vera, una maestra molto bella
i problemi coi mattoni e le case, e già dicevano la guerra
Mussolini la Francia l’Inghilterra.
Qui’ di gente un campionario: sei uomini e diciotto
donne, più le due che fanno scuola
Nella parte centrale del carrello, solidale ad esso
ecco il rullo
C’è poca luce e il gesso va negli occhi
Nel battere a macchina le dita
devono percuotere decisamente
i tasti e lasciarli liberi, immediatamente
Come ridono queste ragazze e quell’uomo anziano che fa steno
e non sa, non sa tener la penna in mano
Ciascun esercizio deve continuarsi
sino ad ottenere almeno
tre ripetizioni consecutive
senza errore alcuno e perfettamente
incolonnate
O quella povera zoppina, la più svelta
a macchina
Quando il dispositivo per l’inversione
automatica del movimento del nastro, o per difetto
di lubrificazione o per mancanza
del gancio
non funziona
O Maria Pia Zurlini ch’era nata
ricca e ha già trent’anni e disperati
sorrisini
l’inversione
si può provocare in vari modi:
colle mani.
II
All’ombra del Duomo, di un fianco del Duomo
i segni colorati dei semafori le polveri idriz elettriche
mobili sulle facciate del vecchio casermone d’angolo
fra l’infelice corso Vittorio Emanuele e Camposanto,
Santa Radegonda, Odeon bar cinema e teatro
un casermone sinistrato e cadente che sarà la Rinascente?
cento targhe d’ottone come quella
TRANSOCEAN LIMITED IMPORT EXPORT COMPANY
le nove di mattina al 3 febbraio.
La civiltà si è trasferita al nord
come è nata nel sud, per via del clima,
quante energie distilla alla mattina
il tempo di febbraio, qui in città?
Carla spiuma i mobili
Aldo Lavagnino coi codici traduce telegrammi night letters
una signora bianca ha cominciato i calcoli
sulla calcolatrice svedese.
Sono momenti belli: c’è silenzio
e il ritmo d’un polmone, se guardi dai cristalli
quella gente che marcia al suo lavoro
diritta interessata necessaria
che ha tanto fiato caldo nella bocca
quando dice buongiorno
è questa che decide
e son dei loro
non c’è altro da dire.
E questo cielo contemporaneo
in alto, tira su la schiena, in alto ma non tanto
questo cielo colore di lamiera
sulla piazza a Sesto a Cinisello alla Bovisa
sopra tutti i tranvieri ai capolinea
non prolunga all’infinito
i fianchi le guglie i grattacieli i capannoni Pirelli?
coperti di lamiera?
È nostro questo cielo d’acciaio che non finge
Eden e non concede smarrimenti,
è nostro ed è morale il cielo
che non promette scampo dalla terra.
proprio perché sulla terra non c’è
scampo da noi nella vita.
III
Quante parole nei comizi e folla
nel marzo quarantotto! Gente fissa
ogni ora del giorno e della notte in piazza Duomo.
Aldo, Angelo, persino la collega dell’ufficio accanto
vestita così bene
dicono che la gente che lavora
deve stare al suo posto
che si sa bene per chi bisogna votare.
A Carla per il voto le mancano degli anni
e a lei sembrano molti
Aldo s’arrabbia
e invece è lui che fa rabbia
disoccupato quand’è sera, sofferente
al rifugio che notte gli presenta
per molti o pochi soldi,
e se accarezza Carla
le accarezza le mani, e parla.
Ma il sangue, è vero che ha un ritmo
in certi mesi detti primavera
accelerato? e vale anche per noi, qui sotto il ritmo
della città?
e quest’interno rigoglio come viene
tradotto sopra i volti? ma dietro i vetri
che cosa bolle alla Montecatini?
dov’è la primavera della Banca
Commerciale?
Aldo s’è messo in testa che la Carla
vada con lui a mangiare, una sera
ma sarà una sera che Carla ha da fare
con tante cose in casa, col bambino
ch’è nato a sua sorella.
Col bambino che è nato e si prende
altro spazio, è più esiguo
l’esiguo margine a fughe
a un totale parziale o sub-totale
non è che può mancare molto; sopravvive
difatti, solo chi impara a vivere.
Necessità necessità verbo dei muti
idillio accanto alla calcolatrice
corsa proficua degli storpi, amore
del badilante sullo sterro, gravità
sul capezzolo dei nati, erba del prigioniero,
lo stesso capriccio del vento nel tuo nome
fa portatore di polline natura.
Lezione di fisica
Lezione di fisica
a Elena
Cominciò studiando il corpo nero
Max Planck? all’inizio del secolo (dispute se era il principio o
[la fine
del secolo), le radiazioni del corpo nero nella memoria
del 14 dicembre 1900
bisognava supporre che quanti! d’azione
[fossero alla base
dell’energia moltiplicata per il tempo
Elena oh le sudate carte la
[luce
è una gragnuola di quanti, provo a dirti che esiste opposizione
fra macrofisica e microfisica che il mondo atomico delle
[particelle elementari
è studiato dalla meccanica quantistica —scuola di Copenaghen—
e da quella ondulatoria del prinicipe di Broglie che ben presto
[fisici
si accorsero come le due nuove meccaniche benché basate su
[algoritmi differenti
siano in sostanza equivalenti: entrambe negano
negano che possano esistere precisi rapporti di causa e effetto
affermano che non si può aver studio di un oggetto
senza modificarlo
la luce che piomba sull’elettrone per illuminarlo
E io qui sto
e io qui sto Elena in gabbia e aspetto
il suono di un oggetto la comunicazione dell’effetto
su te, delle modifiche
Non sono io
che ti tradisco, chi ti prende alla gola è la tua amica
la vita
To cosa vuoi se tiene duro il muscolo cardiaco
è ormai provato che sono una pellaccia, mi tingerò i capelli
[Einstein piuttosto
e la sua chioma, te lo immagini quando dovette prendere la
[penna
scrivendo a Roosevelt “Caro presidente, facciamola
l’atomica, sennò i nazi l’azione dell’energia
dell’energia moltiplicata per il tempo l’epistassi
anzi il sangue dal naso, diceva Pasquina alla tua età, il sangue
[dal naso che ti libera
Se si vuol sapere se A è causa dell’effetto B
se il microggetto in sé è inconoscibile
se l’onda di de Broglie per i fisici di Copenaghen
non è altro che l’espressione fisica della probabilità posseduta
dalla particelle di trovarsi in un luogo piuttosto che in un altro
[onda cioè generata
dalla mancanza di un rigoroso nesso causale in microfisica
Perciò l’atomica
per la legge dei grandi numeri la probabilità tende alla certezza
Perciò l’atomica
Poi la teoria dell’onda pilota e quella, così cara al nostro tempo
della doppia soluzione, e se esiste il microggetto in sé, se la
[materia
può risponderci con un comportamento statistico
Dio gioca ai dadi"
con l’universo? E se la terra
ne dimostrasse il terrore?
Non gridare non gridare che ti sentono non è niente mentre
[graffio una poltrona
Herman Kahn ha già fatto la tabella
delle possibili condizioni postbelliche, sicché 160 milioni di
[decessi in casa sua
non sarebbero la fine della civiltà, il periodo necessario per
[la ripresa economica
sarebbero 100 anni; va da sé che esiste, egli scrive, un ulteriore
[problema
quello cioè se i sopravvissuti avranno buone ragioni
per invidiare i morti
Quanta gioia mi dai quando ti stufi
di me, quando mi dici se scriverai di me dirai di gioia
e che sia gioia attiva, trionfante, che sia una barzelletta
spinta, ’° magari
L’odore delle erbe di campagna nel piatto da
[Cesaretto’ rughetta
pimpinella un’insalata d’erbe della terra tenere espansive
[degli umori
il cielo di qui che interviene sulla gente compresente orizzontale
e tu e tu ognuno cui ti inviti a ballare ti accende
gli occhi e si fa bello e cresce
vino rosso
capriole con lancio di
[cuscini
nella mia stanza
Ma cosa credi che non sia stufo anch’io di
[coabitare
con me la mia faccia la mia pancia
anche in noi c’è dentro la voglia
di riassuefarci alla gioia, affermare la vita col canto
[tentazione
perché l’opposizione agisca da opposizione e abbia i suoi
[testimoni.
Ma li miracoli terminano
Ma li miracoli terminano a cosa finita
come è illuminare un cieco, che termina alla luce
O resuscitare un morto, che termina alla vita.
Paulo fu in pericolo
Paulo fu in pericolo perché guardava le sue rivelazioni grandi
ma dall’altra parte guardando la sua fragilità si umiliava.
Però el predicatore che ha grande officio alle mani è difficile cosa
che non cada in vana gloria in tante laude. Guarda li tempi nostri
quanti si sono potuti contenere alle laude. Egli vuole qua uno gran
[lume
e mettere la vita in abbandono.