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Povera Juliet
Alfredo Giuliani
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Povera Juliet

Chi l’avrebbe detto

Chi l’avrebbe detto, invitato a pranzo scherzavo,
impedimento accecante, mordevo il cappello, non dicevo
niente: ho il naso finto, si spengono le luci, finché
scoprono che distruggevo rispettosamente un mondo;
ragazzi! invece era davvero lo spolpamento del sangue.

È detto, la chiamo col suo nome ma la costrizione
resta, allungo le gambe ma son corte, mi riassetto,
mi trasferisco da una natica sull’altra, ma la fitta
è qui, nel mezzo; ragazzi! che cosa avrebbe dato quest’uomo
al suo paese se non fosse stato costretto a morire?

Enumero a precipizio, fingo di dormire, emergo dal lago
solo per ridere, metto in guardia l’uccello mortale,
mi riconcilio, volo all’appuntamento, ho bisogno;
mentre decado le brillano gli occhi rive spopolate dove
vado in punta di piedi, spettri che non sono altro.

Un’ora dopo, grandi sciarpe" dai tetti e per le strade,
da vero cristiano che deplora l’Italia, la Cina, il mercato,
toccando la borsa,’ non avevo nemici, mi tuffo tra i brividi
interni, ’ approvo il tipo freneticamente medio, sono fuori
pericolo, sul piano “Povero cor, che pensi?” cerco l’aria."

Le radici dei segni

a Gastone Novelli

Come sono in pericolo tutti i segni,
AA A ABBBSSO O!
la mano non puoi lasciarla sui giri dell’ottovolante, sui
[turchini?
del mare, le culture sono alfabeti, le linee frecce e
[seni tremanti
bersagli, bisognava prepararsi un metodo: poi verificare:
[per ex.
sole giallo sole arancio sole rosa e il blu nero dell’eclisse,
senza dominare veramente i corpi, questa saggezza è inutile per
l’arte;

bisognava inventare questa appresentazione dei segni che la
vita lascia
sugli alberi e sui monumenti, è un meccano di elementi naturali
per la fantastica ingegneria dei vini e delle vene conduttrici? (si
vede
benissimo dagli appunti dei viaggi in Grecia), recuperare queste
zone
saltate dalla nettezza, sulla spiaggia, di giorno, di notte,
[da una
gamba
ferita, smuovere le parole così sicure di se stesse
lintersecando
linee
da lettere? seguendo le vibrazioni verso colori esattamente sem-
plici e
ridurle? al S EN XG NIO 123 o tirando le verticali PUPU PUS
TU
DADA LILLI
POP che ne risulta quale gioco di prova per radici
[pittografiche;’
la mimica’° minuziosa dei segni linguistici che coprono la terra,
umani e
From IL TAUTOFONO

Predilezioni (I, II)

I

Accordo è la passione della mia ignoranza,
questo mondo lambito dai canili? sesso d’un sogno,
veramente s’umilia in periferie ricciute e rosa,
puerilmente si macchia per capire l’ospitalità.
L’anno licantropo ha dodici lune soltanto. La mia viltà
per la bellezza è incredibile, ho bisogno dell’ansia.
Perché fortuna e danno rapiscono la fiamma e
nella grigia ossea dignità’ non c’è che eleganza.

II

Non c’è rimedio al disordine d’aprile,
scossa di paradiso dei cieli che spurgano
e rovesciano’ l’inverno nei fossi, dei venti
che s’irradiano asciutti di colpo.

Non c’è rimedio a quei nostri disguidi,"
al lezzo delle rose, notturne per la mente
e per l’aria gelose. Amore sempre fiorisce
prima del conoscere, in un buio tremore.

E il rammarico non apre questa porta chiusa,
fa misera la lotta, tradisce solitudine.
L’odore disfatto in scirocco"? soffoca le sere;
e non c’è onore, né calma, né tregua.
❦ Povera Juliet · Alfredo Giuliani
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