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Rime
Meo de' Tolomei
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Rime

L’altrier st mi ferio una tal ticca

L’altrier si mi ferio una tal ticca,
ch’andar mi fece a madonna di corsa:
andava e ritornava com’un’otrsa,
che va arrabbiando e ’n luogo non si ficca.

Quando mi vide, credett’esser ricca;
disse: — Non avresté cavelle in borsa? —
Rispuosi: — No. — Quella mi disse: — Attotrsa
e lèvala pur tosto, o tu t’impicca! —

Mostravas’aspra come cuoi’ di triccio;
e’ le feci una mostra di moneta,
quella mi disse: — Avesti caporiccio? —

Quasi beffava e stava mansueta,
che l’avari’ tenuta un fl di liccio;
ma pur ne venni con la borsa queta.

Folgòre da San Gimignano

da I sonetti dei mesi

Si fortemente l’altrier fu’ malato

Sì fortemente l’altrier fu? malato,
ca tutt’avfa perduto ’] favellare;
e mie madre, per farmi imegliorare,
arrecomm’un velen si temperato,
ch’averfa, non che me, m’attossicato
el mar, e disse: — Béi, non dubitare! —
Ed i’ feci per cenni: — A me non pare —;
di non bere nel me’ cor fui fermato,

Ed ella disse: — Odi, che pur berrai,
10 e questa prova perder ti faraggio! —
Allor de la paura terminai,

e cominciai a dir: — Nessun mal aggio —.
Né bevvi da sua man né berrò mai,
né bevere’ se mi facesse saggio,
❦ Rime · Meo de' Tolomei
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