Meo de' Tolomei

Meo de' Tolomei

1260–1310 · visse 50 anni IT IT

n. 1260, Siena · m. 1310, Siena

L’altrier st mi ferio una tal ticca

L’altrier si mi ferio una tal ticca,
ch’andar mi fece a madonna di corsa:
andava e ritornava com’un’otrsa,
che va arrabbiando e ’n luogo non si ficca.

Quando mi vide, credett’esser ricca;
disse: — Non avresté cavelle in borsa? —
Rispuosi: — No. — Quella mi disse: — Attotrsa
e lèvala pur tosto, o tu t’impicca! —

Mostravas’aspra come cuoi’ di triccio;
e’ le feci una mostra di moneta,
quella mi disse: — Avesti caporiccio? —

Quasi beffava e stava mansueta,
che l’avari’ tenuta un fl di liccio;
ma pur ne venni con la borsa queta.

Folgòre da San Gimignano

da I sonetti dei mesi
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Poesie

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L’altrier st mi ferio una tal ticca

L’altrier si mi ferio una tal ticca,
ch’andar mi fece a madonna di corsa:
andava e ritornava com’un’otrsa,
che va arrabbiando e ’n luogo non si ficca.

Quando mi vide, credett’esser ricca;
disse: — Non avresté cavelle in borsa? —
Rispuosi: — No. — Quella mi disse: — Attotrsa
e lèvala pur tosto, o tu t’impicca! —

Mostravas’aspra come cuoi’ di triccio;
e’ le feci una mostra di moneta,
quella mi disse: — Avesti caporiccio? —

Quasi beffava e stava mansueta,
che l’avari’ tenuta un fl di liccio;
ma pur ne venni con la borsa queta.

Folgòre da San Gimignano

da I sonetti dei mesi

Per Die, Min Zeppa, or son giunte le tue

Per Die, Min Zeppa, or son giunte le tue;
or ti difendi, se sai, d’esto motto:
che ti fu dato d’un matton biscotto
nel capo, ch’e’ ne sara mort’un bue;

e tu, com’uom che non volesti pide,
non ch’una pace n’hai fatta, ma otto:
or ti va’ ’mpicca, sozzo pazzo cotto,
vitoperato più ch’anch’uom non fue,
ché s’tu temessi vergogna niente,
tu anderesti con gli occhi chinati
e non appariresti mai tra gente.
Tu porti ’l gonfalon degli sciaurati,
figliuol di quella c’ha I cul si rodente,
che tutti i cazzi del mondo ha stancati.

Quando ’l Zeppa entra ‘n santo, usa di dire

E suo’ peccati dice sì, ch’udire
li pò ciascun, non che gli oda Iddeo;
e quand’ e’ se ne vien a dipattire,
cantando m’esce, e omai fatt’è giudeo.

Nel su’ segnar fa dritt’atti di pazza,
ché del dito si dà talor ne l’occhio:
per ciò campa ch’alcuno non l’ammazza.

Fors’è ch’è riguardato per Capocchio;
o per ch’a Branca diè tal d’una mazza
che ben vi sta uma’ dicer finocchio.

Si fortemente l’altrier fu’ malato

Sì fortemente l’altrier fu? malato,
ca tutt’avfa perduto ’] favellare;
e mie madre, per farmi imegliorare,
arrecomm’un velen si temperato,
ch’averfa, non che me, m’attossicato
el mar, e disse: — Béi, non dubitare! —
Ed i’ feci per cenni: — A me non pare —;
di non bere nel me’ cor fui fermato,

Ed ella disse: — Odi, che pur berrai,
10 e questa prova perder ti faraggio! —
Allor de la paura terminai,

e cominciai a dir: — Nessun mal aggio —.
Né bevvi da sua man né berrò mai,
né bevere’ se mi facesse saggio,

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