Poesie di questo tema
Denaro e ricchezza
Antonio Alamanni
Amor vuol pur
Amor vuol pur ch’io l’ami, ed io non posso,
perch’io non porto mai denari a lato:
tu sai che chi non ha qualche ducato,
non può ripor la sua carne senz’osso.
S’ei saettasse altrui con qualche grosso,
sarebbe da più gente seguitato;
ma mi pare un birrone scioperato,
cieco sbracato e senza panni indosso.
Voi dovereste, amanti, esser pur chiari,
che oggi li denar son fatti amore,
e amore non è altro che denari.
L’un dice: «Donna, io son tuo servitore»;
quell’altro dice: «Se tu non ripari,
io sento consumar l’afflitto core»;
e dicele che muore.
E lei risponde: «Se vuol morir, muoia,
che chi non ha denar, non abbia foia».
Sonle i sonetti a noia
e stu gli le mandasse un centinaio,
tutti son paragon de l’un danaio.
perch’io non porto mai denari a lato:
tu sai che chi non ha qualche ducato,
non può ripor la sua carne senz’osso.
S’ei saettasse altrui con qualche grosso,
sarebbe da più gente seguitato;
ma mi pare un birrone scioperato,
cieco sbracato e senza panni indosso.
Voi dovereste, amanti, esser pur chiari,
che oggi li denar son fatti amore,
e amore non è altro che denari.
L’un dice: «Donna, io son tuo servitore»;
quell’altro dice: «Se tu non ripari,
io sento consumar l’afflitto core»;
e dicele che muore.
E lei risponde: «Se vuol morir, muoia,
che chi non ha denar, non abbia foia».
Sonle i sonetti a noia
e stu gli le mandasse un centinaio,
tutti son paragon de l’un danaio.
Cecco Angiolieri
In questo mondo chi non ha moneta
In questo mondo chi non ha moneta
per forza è necessaro che si ficchi
un spiedo per lo corpo o che s’impicchi,
se tanto è savio, che curi le peta.
Ma chi lo staio ha pieno o la galleta
— avvegna ch’ è nol posso dir per micchi —
di ciò trabocca, niente men picchi
per su’ argento, che fa l’uom poeta.
Ancor ci ha altro che detto non abbo:
che l’ammalato sì fa san venire,
terre tenere, a quel chio vi dirabbo,
e ’l mercennaro sì fa ’ngentilire,
buono, saccente e cortese: s’io gabbo,
si prego Dio che mi faccia morire.
per forza è necessaro che si ficchi
un spiedo per lo corpo o che s’impicchi,
se tanto è savio, che curi le peta.
Ma chi lo staio ha pieno o la galleta
— avvegna ch’ è nol posso dir per micchi —
di ciò trabocca, niente men picchi
per su’ argento, che fa l’uom poeta.
Ancor ci ha altro che detto non abbo:
che l’ammalato sì fa san venire,
terre tenere, a quel chio vi dirabbo,
e ’l mercennaro sì fa ’ngentilire,
buono, saccente e cortese: s’io gabbo,
si prego Dio che mi faccia morire.
Giacomo Noventa
Soldi, soldi... Inno patriottico
Soldi, soldi, vegna i soldi,
Mi vùi venderme e comprar,
Comprar tanto vin che basti
‘Na nazion a imbriagar.
Cantarò co’ lori i beve,
Bevarò se i cantarà,
Imbriago vùi scoltarli,
Imbriaghi i scoltarà.
Ghè dirò ‘na paroleta,
Che ghe resti dopo el vin,
Fioi de troie, i vostri fioi,
Gavarà ‘l vostro destin.
Soldi, soldi, vegna i soldi,
Mi vùi venderme e comprar,
Comprar tanto vin che basti
‘Na nazion a imbriagar.
Mi vùi venderme e comprar,
Comprar tanto vin che basti
‘Na nazion a imbriagar.
Cantarò co’ lori i beve,
Bevarò se i cantarà,
Imbriago vùi scoltarli,
Imbriaghi i scoltarà.
Ghè dirò ‘na paroleta,
Che ghe resti dopo el vin,
Fioi de troie, i vostri fioi,
Gavarà ‘l vostro destin.
Soldi, soldi, vegna i soldi,
Mi vùi venderme e comprar,
Comprar tanto vin che basti
‘Na nazion a imbriagar.