Amor vuol pur

Amor vuol pur ch’io l’ami, ed io non posso,
perch’io non porto mai denari a lato:
tu sai che chi non ha qualche ducato,
non può ripor la sua carne senz’osso.

S’ei saettasse altrui con qualche grosso,
sarebbe da più gente seguitato;
ma mi pare un birrone scioperato,
cieco sbracato e senza panni indosso.

Voi dovereste, amanti, esser pur chiari,
che oggi li denar son fatti amore,
e amore non è altro che denari.

L’un dice: «Donna, io son tuo servitore»;
quell’altro dice: «Se tu non ripari,
io sento consumar l’afflitto core»;

e dicele che muore.
E lei risponde: «Se vuol morir, muoia,
che chi non ha denar, non abbia foia».

Sonle i sonetti a noia
e stu gli le mandasse un centinaio,
tutti son paragon de l’un danaio.
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