Cantano trosignoli entro laureti
Cantano trosignoli entro laureti,
ne l’albor siderale. A cento a cento
effondon sotto i chiari occhi d’argento
nembi di note ai languidi roseti.
E il mondo dorme ne l’incantamento.
Palpitano le stelle armoniosa -
mente (un divino brivido le assale . . . ?)
E d’amor canta per la musicale
notte um’Anima. . . . Tu, misteriosa
Anima solitaria, universale!
IO
Nubi d’effluvii navigano lente
come musiche sotto aperti cieli.
Ne Palto angeli erranti, èsili veli,
ali di sogni passano repente . . . ?
Spiriti vanno, a ignote altezze, aneli.
Odi! Ogni luce, ogni alito, ogni fronda
mesce sua nota al numeroso coro.
A quando a quando un fremito sonoro
scuote la pace limpida e profonda. . . .
Trema il Silenzio in suoi tintinni d’oro.
Notte, cui li astri ingemman di ghirlande
l’alto zaffiro de l’olimpica urna!
a contener l’ebrietà notturna
altro vaso si porge, assai più grande. . . .
Il mio cuore mortale, o Taciturna!
Il mio cuore mortal tutti riceve
gl’in te diffusi spiriti lucenti:
e a l’orlo del mio cuor, prona, con lenti
sorsi, l’eterna sitibonda beve
Anima de le cose conviventi. . . .
ne l’albor siderale. A cento a cento
effondon sotto i chiari occhi d’argento
nembi di note ai languidi roseti.
E il mondo dorme ne l’incantamento.
Palpitano le stelle armoniosa -
mente (un divino brivido le assale . . . ?)
E d’amor canta per la musicale
notte um’Anima. . . . Tu, misteriosa
Anima solitaria, universale!
IO
Nubi d’effluvii navigano lente
come musiche sotto aperti cieli.
Ne Palto angeli erranti, èsili veli,
ali di sogni passano repente . . . ?
Spiriti vanno, a ignote altezze, aneli.
Odi! Ogni luce, ogni alito, ogni fronda
mesce sua nota al numeroso coro.
A quando a quando un fremito sonoro
scuote la pace limpida e profonda. . . .
Trema il Silenzio in suoi tintinni d’oro.
Notte, cui li astri ingemman di ghirlande
l’alto zaffiro de l’olimpica urna!
a contener l’ebrietà notturna
altro vaso si porge, assai più grande. . . .
Il mio cuore mortale, o Taciturna!
Il mio cuore mortal tutti riceve
gl’in te diffusi spiriti lucenti:
e a l’orlo del mio cuor, prona, con lenti
sorsi, l’eterna sitibonda beve
Anima de le cose conviventi. . . .