E così piange, poi che giunse anelo

E così piange, poi che giunse anelo:
piange dall’occhio nero come morte:
piange dall’occhio azzurro come cielo.

Chè si fa sempre (tale è la sua sorte)
nell’occhio nero lo sperar, più vano:
nell’occhio azzurro il desiar, più forte.

Egli ode belve fremere lontano,
egli ode forze incognite, incessanti,
passargli a fronte nell’immenso piano,

come trotto di mandre d’elefanti.
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